L'ANALISI
RIVAROLO DEL RE
12 Gennaio 2026 - 05:05
RIVAROLO DEL RE - Sono oltre cento gli ‘Alberi della Sicurezza’ sul Lavoro già inaugurati in tutta Italia. Una diffusione ampia e trasversale, dal Nord al Sud del Paese, che testimonia la forza e l’urgenza del messaggio artistico e civile promosso da Francesco Sbolzani, maestro d’arte cremonese, che da anni utilizza il linguaggio dell’arte come strumento di riflessione, memoria e responsabilità collettiva.


L’idea progettuale dell’Albero della Sicurezza, donata dall’artista nel 2019 alla Fondazione Anmil ‘Sosteniamoli Subito’, ha dato origine a un percorso condiviso che, grazie alla collaborazione con il Mlac – Movimento Lavoratori di Azione Cattolica, si è progressivamente sviluppato su scala nazionale, coinvolgendo comunità, territori e istituzioni. «Gli ‘Alberi della Sicurezza’ – ha spiegato attraverso un comunicato –, prendono forma da caschi antinfortunistici montati su strutture che richiamano il mondo dei cantieri. Oggetti nati per proteggere diventano così elementi simbolici, trasformati in un segno artistico immediato e riconoscibile, capace di parlare a tutti. Ogni installazione mantiene una propria originalità e identità, pur condividendo un linguaggio comune che richiama il valore della prevenzione, della tutela della vita e della dignità del lavoro». Nel corso degli ultimi giorni, il progetto ha portato all’inaugurazione di oltre cento Alberi in tutta la penisola italiana, raggiungendo numerose città e territori. «Il progetto non si configura come un semplice insieme di installazioni, ma come un processo continuo, in grado di generare attenzione, consapevolezza e partecipazione». A Casa Sbolzani, inoltre, sono state installate le opere ‘La forma dell’albero’ e ‘L’albero del cantiere’, che richiamano una riflessione intima sulla natura e il rispetto alla sicurezza sul lavoro. «Un albero senza foglie, senza frutti, senza ornamenti, ridotto alla sua struttura primaria, che si affaccia allo sguardo come un’immagine sospesa. Non porta messaggi dichiarati, ma rende visibile l’essenza della forma nella sua nudità e nel suo silenzio. Accanto a questa dimensione più meditativa, c’è quella concreta del lavoro e della memoria collettiva. ‘L’Albero del Cantiere’ è costruito con materiali industriali e poveri – tubi, assi, corde, caschi, luci di fortuna – e nella forma di un albero-presepe che restituisce dignità al dolore e valore al ricordo. Al suo centro, tra le impalcature, è stato posto un piccolo Gesù Bambino, simbolo di vita che rinasce anche nei luoghi più duri e dimenticati». In questo contesto proseguono le mostre ‘Messaggi dagli Alberi’ a Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli a Milano, dove è esposta l’opera originale dell’Albero della Sicurezza come riferimento simbolico e artistico del percorso intrapreso.
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