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Ruba birre all’Esselunga e aggredisce il vigilante: arrestato per rapina impropria

Un 31enne è finito nei guai dopo una colluttazione con l’addetto alla sicurezza seguita al tentativo di uscire senza pagare la spesa. Il giudice ha disposto l’obbligo di firma quotidiano in attesa del processo fissato a marzo

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

09 Gennaio 2026 - 17:21

Ruba birre all’Esselunga e aggredisce il vigilante: arrestato per rapina impropria

CREMONA - Vive con sua madre in una casa dell’Aler, lavora due, tre ore al giorno in una pizzeria della città, assunto con contratto a tempo indeterminato. Con i soldi paga l’affitto, le bollette, da mangiare.

Giovedì sera all’Esselunga si è infilato sotto il giubbotto quattro bottiglie di birra, una confezione di latte, uno struccante e una crema: 31 euro di merce rubata. Ha oltrepassato le casse e ha ingaggiato una colluttazione con l’addetto alla vigilanza che lo stava seguendo. I poliziotti della Volante lo hanno arrestato per rapina impropria.

«Ho sbagliato sicuramente, ma non ho minacciato di morte l’addetto alla vigilanza, io non ho mai fatto un giorno di galera», si è difeso oggi l’uomo, 31 anni, ufficialmente senza condanne né in Italia né all’estero (risulta a suo carico qualche precedente di polizia risalente al 2016).

Su richiesta del pm onorario, il giudice ha convalidato l’arresto eseguito dai poliziotti della Volante.

Il ladro di birre - che ha assolutamente negato di aver rubato la confezione di latte — dovrà recarsi in Questura a firmare tutti i giorni della settimana, fino al 13 marzo prossimo, giorno del processo (l’avvocato Cristina Pugnoli ha chiesto i termini a difesa).

«Vada a firmare, altrimenti la misura può essere aggravata. Se per qualche motivo non può andare, lo faccia presente», la raccomandazione del giudice.

Il capo di imputazione racconta che giovedì sera il 31enne, dopo aver alleggerito gli scaffali del supermercato, ha superato le casse con l’addetto alla vigilanza che non lo ha mollato un secondo. Il ladro di birre ha gettato la merce a terra. Poi è scoppiato il parapiglia.

Secondo l’accusa, ha tirato per il collo, strattonato e minacciato l’addetto: «Devi lasciarmi andare, te la faccio pagare».

Dall’Esselunga è stato chiesto l’intervento alle Forze dell’ordine, raccolto in Questura.

Oggi in aula, uno degli agenti ha illustrato la relazione di servizio, poi si è difeso l’imputato. «Non ho fatto violenza fisica, ho reagito a specchio. Lui per primo (l’addetto alla sicurezza, ndr) mi ha messo le mani sul collo e, allora, gliele ho messe anch’io. Ho preso le birre, sono uscito, non mi ha fatto neanche spiegare. Ho sbagliato nel prendere le bottiglie, ma, lo ribadisco, non l’ho minacciato di morte».

La verità del ladro di birre è stata smentita sia dalle immagini riprese dalle telecamere del supermercato, sia dalla testimonianza dell’addetto alla sicurezza sia da quanto denunciato nella querela dalla dipendente del supermercato con delega.

Dopo la notte trascorsa nella camera di sicurezza della Questura, nel primo pomeriggio di oggi il 31enne è tornato libero con la misura dell’obbligo di firma.

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