L'ANALISI
08 Gennaio 2026 - 19:03
VIADANA - Causa Italgas, al Comune vengono restituiti i 3,7 milioni di euro che l'ente locale aveva corrisposto alla società privata in esecuzione del lodo arbitrale dichiarato nullo dalla Corte d’appello di Brescia con sentenza emessa nel 2025.
Lo ha disposto il Giudice Esecutivo del Tribunale di Torino, ordinando alla banca Intesa Sanpaolo di versare al Comune la somma stabilita.
«È un'ottima notizia», commenta il sindaco Nicola Cavatorta. «Con queste risorse, che saranno al momento accantonate in via precauzionale fino alla conclusione della vicenda, seguita dall'avvocato Paolo Colombo, diamo ulteriore conferma al fatto che lasciamo il Comune, dal punto di vista finanziario, migliore di come l'abbiamo trovato».
I 3,7 milioni di euro saranno accantonati nel bilancio comunale perché la lunga e complicatissima diatriba legale e giudiziaria non è affatto conclusa. Infatti, Italgas può ancora ricorrere in Cassazione contro l'annullamento del lodo disposto dalla Corte d’Appello di Brescia.
La causa tra il Comune e la società privata riguardava il riscatto della rete di distribuzione del gas metano, con l’ente locale che contestava l'importo richiesto da Italgas.
A una certo punto della battaglia, i contendenti si erano affidati a un lodo arbitrale, che aveva stabilito una somma per il riscatto della rete pubblica del metano: quasi 11 milioni di euro.
Un cifra notevolissima che, se fosse stata pagata in questi termini, avrebbe potuto avere pesanti ripercussioni sui bilanci del Comune.
Nel 2019 la giunta guidata dal facente funzione di sindaco Alessandro Cavallari aveva impugnato il lodo arbitrale basandosi sui rilievi della Ufficio tecnico, sostenendo di avere buoni motivi per chiedere che il lodo venisse ricalcolato perché non aveva riconosciuti alcuni importanti aspetti della questione. Come il valore degli allacciamenti alle reti pagati dagli utenti viadanesi a Italgas e le spese sostenute dai lottizzanti, ma anche una corretta valutazione del costo di ricostruzione al nuovo, in quanto ampiamente sopravvalutato rispetto ai valori di mercato e ai prezzi correnti.
Infine, le irregolarità riscontrate nelle profondità di interramento delle tubazioni risultanti dai sondaggi effettuati.
Per tutta risposta, l’Italgas aveva chiesto al tribunale, e ottenuto, i pignoramenti dei conti del Comune, creando notevoli problemi all’amministrazione locale.
Lo scorso marzo, la Corte d’Appello di Brescia ha dichiarato nullo il lodo che aveva condannato il Comune a pagare 5 milioni di euro, ovvero la cifra corrispondente alla differenza tra la valutazione delle reti da riscattare fatte dai periti incaricati dall’amministrazione locali e quelli della società privata.
Dopo la sconfitta in Appello, Italgas si è opposta ad alcuni decreti ingiuntivi riguardanti il saldo finale e il calcolo degli interessi.
Le forze di opposizione hanno spesso criticato l'operato dell'amministrazione Cavatorta, ritenendo che nel corso degli anni la controversia sia stata gestita male e senza puntare a un accordo con Italgas per chiudere la vertenza con soddisfazione di entrambe le parti.
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