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CREMA. IL PONTE

Lavori ‘fantasma’ e richiesta di dimissioni

Via Cadorna, opposizioni all’attacco: «Chiediamo chiarezza su sicurezza e cronoprogramma»

Dario Dolci

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07 Gennaio 2026 - 19:35

Lavori ‘fantasma’ e richiesta di dimissioni

De Grazia, Bergamaschini, Zanibelli e Chiodo

CREMA - Richiesta di dimissioni per l’assessore ai Lavori pubblici Giorgio Pagliari, giudizio di inadeguatezza sull’operato del sindaco Fabio Bergamaschi e urgenza di conoscere i veri tempi per la realizzazione dell’intervento al ponte di via Cadorna e le condizioni di sicurezza del manufatto.

Il giorno dopo, mercoledì 7 gennaio 2026, le critiche sollevate dal consigliere comunale Simone Beretta di Noi Moderati, anche il resto delle minoranze parte all’attacco dell’amministrazione.

«Senza voler ripercorrere gli errori fatti da chi amministra ora e da chi amministrava prima e il costo dell’intervento passato da 850mila euro a 5,1 milioni – affermano Giovanni De Grazia, Paolo Patrini, Emanuela Schiavini e Giuseppe Torrisi di Fratelli d’Italia – il sindaco ha appena dichiarato che difficilmente i lavori potranno iniziare in estate, ma rischiano di slittare nel 2027. A questo punto, chiediamo lumi all’assessore Pagliari, deus ex machina dell'amministrazione, circa i tempi e le condizioni di sicurezza. Era stato lui, a giugno dell’anno scorso, a ribadire la data di inizio dei lavori nell'estate del 2026».

Le cose ora sembrano cambiate. «È stato appena affidato un incarico per valutare lo stato di degrado della pila centrale – proseguono gli esponenti di FdI – cosa che potrebbe far slittare l'intervento. Chiediamo perché questa verifica non sia stata fatta prima e di chi sia la responsabilità. Questa mancanza di chiarezza è un segnale di debolezza, che ridimensiona se non addirittura delegittima il ruolo dell’assessore. A Pagliari chiediamo se non ritenga esaurito il compito che gli è stato affidato. Ma chiediamo anche se ritenga adeguato ad amministrare la città l'attuale primo cittadino, candidato in pectore per la tornata amministrativa del 2027».

Duro anche il commento di Andrea Bergamaschini, capogruppo della Lega: «Crema non può più essere presa in giro. Sul ponte di via Cadorna mancano certezze e una direzione chiara. Si va avanti ad annunci e a retromarce, con il legittimo dubbio che l’impatto dei cantieri e dei disagi a ridosso delle elezioni possa avere un suo peso in un possibile ennesimo rinvio dell'inizio dei lavori. È inconcepibile che, dopo tutto il tempo trascorso e dopo i soldi pubblici spesi in progettazioni, riprogettazioni e continui passaggi, nonché costi quintuplicati, ancora oggi non ci sia un’informazione chiara e trasparente. Ancora più grave è che, dopo anni, si continui a parlare di monitoraggi e verifiche che emergono solo ora, come se certi aspetti strutturali e sottostrutturali del ponte non fossero stati valutati prima. Questo non è amministrare, è navigare a vista. Per questo chiediamo un consiglio comunale aperto, con la presenza anche degli uffici tecnici competenti. Basta affermazioni vaghe e rassicurazioni generiche; vengano in aula e parlare davanti ai cittadini con documenti, numeri, date e responsabilità».

Sull’argomento interviene anche Laura Zanibelli, consigliere comunale di Forza Italia: «A giugno 2025, in commissione Ambiente e territorio, il sindaco e l’assessore Pagliari dichiaravano un cronoprogramma che prevedeva l’affidamento del progetto esecutivo per il rinforzo strutturale del ponte entro l’estate, per arrivare al progetto consegnato entro fine anno e poter avviare la gara europea con assegnazione dei lavori entro marzo. Secondo loro, in questo modo sarebbe stato possibile far partire il cantiere tra marzo e aprile e rispettare la previsione di chiudere il ponte da giugno 2026, nel solo periodo estivo. Visto che l’elaborato tecnico esecutivo è stato consegnato nei tempi da loro previsti, cos'è cambiato ora da far dire che l’intervento si farà soltanto nell’estate 2027? Forse non avevano studiato bene la soluzione della viabilità? Oppure ipotizzano un rinvio perché l’anno prossimo ci sono le elezioni e temono le reazioni di chi abita a San Bernardino, Castelnuovo e Vergonzana? Ci garantiscano che il ponte continua ad essere sicuro, per pensare di spostare di un altro anno l’intervento. Nel frattempo, chiediamo con urgenza la convocazione della commissione Ambiente e Territorio per poter visionare il progetto esecutivo e conoscere dall’Ufficio tecnico se siano state rappresentate ulteriori .problematiche e ci siano imprevisti».

La chiusura è per Ilaria Chiodo della Lista Borghetti: «Sul progetto di via Cadorna mancano trasparenza e coerenza. I cittadini hanno il diritto di sapere come e quando sarà realmente realizzato l’intervento. Chi liquida le nostre affermazioni come ‘polemiche sterili’ dimostra un atteggiamento che non riconosce le legittime preoccupazioni della gente. La nostra comunità è pronta a sostenere un'amministrazione che ascolti e risponda alle sue vere esigenze; non possiamo permettere che il dialogo si riduca a un semplice scambio di accuse».

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