L'ANALISI
05 Gennaio 2026 - 19:34
Un cartello a sostegno del Venezuela (Foto Ansa)
CREMONA - «L’azione militare decisa dal presidente Trump in Venezuela costituisce una grave aggressione a uno Stato sovrano e una palese violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite».
Così il Pd cittadino, con il segretario Roberto Galletti, interviene per prendere le distanze dall’operazione condotta da Trump in America latina nella notte tra il 3 e il 4 gennaio 2026.
Senza se e senza ma. «Ricordiamo — sottolinea Galletti in una nota — che la Costituzione italiana ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali: è un principio non negoziabile».
Ferma restando la condanna “con fermezza” delle azioni intraprese negli anni dal regime “autoritario” di Maduro: nello specifico, «la repressione del dissenso e le ripetute violazioni dei diritti umani».
E ricorda: «Lo abbiamo criticato duramente anche perché il suo governo ha trattenuto senza giustificazione il nostro concittadino Alberto Trentini, caso su cui ci siamo più volte mobilitati».
Proprio per questo, prosegue Galletti, il partito considera «inaccettabile rispondere a queste violazioni con un intervento militare unilaterale», descritto come «privo di base legale e in contrasto con le sedi multilaterali competenti».
«La democrazia non si esporta con le bombe — questa la considerazione conclusiva di Galletti —. Esprimiamo forte preoccupazione per le conseguenze di questa azione sul popolo venezuelano, che ha diritto a una transizione pacifica e democratica e per la numerosa comunità italiana nel Paese».
Galletti si rivolge poi direttamente al Governo italiano, che nei giorni scorsi si è espresso definendo «legittimo» l’intervento militare di Trump in Venezuela, come si legge in una nota di Palazzo Chigi.
«Riteniamo che il Governo abbia sbagliato nel giustificare l’aggressione statunitense — chiarisce Galletti — e non condividiamo questa posizione. Il diritto internazionale non è un menù dal quale scegliere cosa rispettare e cosa ignorare: le sue regole vanno applicate sempre, da tutti, a tutela della sicurezza e della stabilità globale».
Ecco perché i cremonesi dem chiedono un cambio di rotta: «L’Unione europea e il governo italiano assumano una posizione chiara di condanna dell’intervento militare in Venezuela, difendano il diritto internazionale e il ruolo delle sedi multilaterali e si adoperino per una convocazione urgente degli organismi competenti in seno alle Nazioni Unite, al fine di favorire una soluzione politica e diplomatica della crisi venezuelana».
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