L'ANALISI
05 Gennaio 2026 - 05:20
Candele e fiori vicino al luogo della strage in discoteca a Crans-Montana. Nei riquadri, Alessandro Lupi, Luciano Zanchi e Maria Vittoria Ceraso
CREMONA - La tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, è spunto di riflessione per il settore degli esercizi pubblici: i referenti della categoria chiedono che sia da monito, affinché le misure di sicurezza e le leggi vengano rispettate. Secondo l’imprenditore Luciano Zanchi, presidente nazionale di Assointrattenimento e titolare di vari locali fra cui la nota Cdl in città, elusione di prescrizioni e tolleranza di situazioni a rischio sono infatti fenomeni purtroppo presenti anche in Italia. Che l’associazione combatte attraverso segnalazioni agli organi competenti.
«Questa tragedia, per quanto estrema e ancora oggetto di accertamenti – dice Zanchi –, richiama con forza un principio che non può essere negoziato: gli eventi di intrattenimento e pubblico spettacolo devono svolgersi nel rispetto rigoroso delle norme di sicurezza, dei limiti di capienza, dei presidi antincendio e delle vie di fuga, perché la sicurezza non è burocrazia, ma tutela concreta della vita umana. Quando si sottovalutano regole e controlli, quando si eludono le prescrizioni o si tollerano situazioni di rischio, una serata di festa può trasformarsi in una disgrazia di proporzioni inaudite».

Attraverso una nota, ha sottolineato che fenomeni analoghi, seppur con dinamiche diverse, si registrano appunto anche da noi: «Non di rado si organizzano serate e manifestazioni in barba alle minime regole di sicurezza, talvolta in contesti abusivi o gestiti con grave superficialità. Ogni scorciatoia sulla sicurezza è un pericolo reale per giovani, lavoratori e pubblico. Assointrattenimento‑Federturismo combatte questi comportamenti con determinazione – continua Zanchi –, presentando centinaia di esposti ogni anno per segnalare e denunciare chi non rispetta le regole e mette a rischio l’incolumità delle persone. Chiediamo che la memoria delle vittime di Crans‑Montana non resti affidata solo al dolore: deve diventare un richiamo netto alla responsabilità, ai controlli e al rispetto delle norme, affinché tragedie simili non si ripetano».
A margine Zanchi dice che purtroppo Cremona non è esente: «Anche qua negli anni abbiamo segnalato locali che, pur non avendo licenza da discoteca, di fatto all’occorrenza si trasformavano in quello. Il punto è che le discoteche, giustamente, devono seguire normative ben precise: soffitti, tavoli e divani ignifughi, ad esempio. Soffitti come quello di Crans‑Montana, con materiale per attutire il rumore, non sono concepibili in un locale notturno. Pensiamo poi agli ‘student party’: ci sono quelli regolari, organizzati in discoteche con vie di fuga e misure di sicurezza a norma, e quelli abusivi in spazi non idonei».
Alessandro Lupi della Fipe Confcommercio Cremona sottolinea che in provincia i controlli sono abbastanza serrati e dunque difficilmente locali seminterrati come quello svizzero, privi delle basilari misure di sicurezza, potrebbero trasformarsi all’occorrenza in discoteche abusive: «Mi aspetto però, dopo questa tragedia, una ulteriore intensificazione dei controlli anche in Italia. Ed è giusto che ci sia».
Sul tema si è mossa negli anni anche la politica cremonese, ad esempio su input di Maria Vittoria Ceraso che ha presentato due ordini del giorno: uno nel 2018 dopo la tragedia di Corinaldo, avvenuta proprio in una discoteca, e uno nel 2023 in seguito a segnalazioni relative a feste di Halloween in alcuni locali che non avrebbero rispettato i limiti di capienza.
Proprio Ceraso ricorda: «Avevo promosso la sottoscrizione presso la Prefettura di un protocollo d’intesa per la sicurezza nelle discoteche e nei locali di pubblico intrattenimento (poi effettivamente sottoscritto il 25 novembre 2021, ndr). Successivamente, raccogliendo varie segnalazioni relative a feste che coinvolgevano anche minorenni, avevo chiesto un’azione di controllo straordinaria fuori e dentro i locali di ballo, proprio al fine di verificare il rispetto dei requisiti di legge. L’odg era stato approvato all’unanimità, con l’impegno dell’Amministrazione».
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