L'ANALISI
02 Gennaio 2026 - 16:29
CREMONA - Il 2025 è stato il miglior anno da inizio millennio per quanto riguarda gli sforamenti delle polveri sottili in città. Si è chiuso con 44 giornate in cui è stata superata la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo d'aria, dati registrati dall'Agenzia regionale per l'ambiente tramite la centralina di piazza Cadorna.
Siamo ancora lontani dai 35 giorni, indicati dall'Unione europea come limite massimo di sforamenti ogni 12 mesi, a tutela della salute pubblica. Ma un anno fa le giornate in cui il livello medio delle Pm10 aveva oltrepassato i 50 microgrammi per metro cubo d'aria erano state 50. Nel 2023, invece, 46. Andando a ritroso nel tempo, la situazione era decisamente peggiore anche negli anni del post Covid e durante la pandemia, nonostante i mesi di lockdown con le strade semi deserte.
Cremona però è il peggior capoluogo lombardo come concentrazione media delle Pm10 calcolata su tutto l'anno, con 30,6 microgrammi per metro cubo d'aria, e occupa la quartultima piazza come giornate di sforamento. Peggio fanno Milano (66), Lodi e Monza (48).
A livello regionale il 2025 ha consolidato il miglioramento in corso ormai da diversi anni per quanto riguarda la qualità dell'aria. Sicuramente con un aiuto dal meteo, si è ridotto il numero di giornate invernali con aria fredda, greve e inquinata. Secondo il report di Legambiente, a questo punto «gli obiettivi di qualità dell'aria che l'Ue ha fissato per il 2030, anche se impegnativi, sono raggiungibili, se perseguiti con il rigore e la continuità necessaria, dai governi delle regioni e delle città».
La presidente regionale Barbara Meggetto aggiunge: «I dati smentiscono le previsioni pessimistiche di quanti, soprattutto nel governo regionale, da decenni proclamano l'impossibilità di raggiungere i livelli imposti dalle direttive europee, quando le attuali politiche regionali non consentono di accelerare il raggiungimento di risultati immediati e definitivi. Dimostrano fortunatamente il contrario. Una maggiore ambizione nelle politiche regionali permetterebbe di conseguire risultati in linea con le prescrizioni europee a tutela della salute, imprimendo inoltre una spinta determinante alla transizione in ambiti ancora troppo energivori, come il patrimonio edilizio sia pubblico sia privato, o nei trasporti, dove ci si attarda sull'indifendibile diesel o fantasticando di costosissime hydrogen valley, invece di accelerare sul passaggio alle trazioni elettriche».
Il quadro vede l'aria migliorante decisamente nei capoluoghi pedemontani: Varese, Como, Sondrio, Lecco e Bergamo. Positivi i dati nell'Est Lombardia (Brescia e Mantova). Come detto, a Milano, Monza e Lodi i giorni di inquinamento acuto sono ancora di molto superiori al numero previsto dalla direttiva. Nel Cremonese ancora male Soresina, la cittadina che mantiene il triste primato di località dove si registrano i livelli di Pm10 più elevati della Lombardia.
A Crema la situazione degli sforamenti è migliorata: nel 2025 sono scesi a 42, rispetto alle 53 del 2024. Numeri del tutto simili a quelli del capoluogo.
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