CREMONA - Nuovi contributi per sostenere le spese di affitto, questa volta per chi risiede in alloggi privati (esclusi quindi assegnatari di case Aler o comunali). Regione Lombardia ha stanziato 2,5 milioni di euro per aiutare le famiglie che non riescono a pagare l’affitto. I fondi consentiranno di sostenere circa 2.400 nuclei familiari in difficoltà, 100 dei quali in provincia di Cremona, quasi tutti tra il capoluogo e Crema (per cui sono stati stanziati 103.684 euro).
A stabilirlo è stata la misura “Sostegno al mantenimento dell’alloggio in locazione sul libero mercato” proposta dall’assessore alla Casa e housing sociale, Paolo Franco.
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«Abbiamo recuperato nuove e importanti risorse – evidenzia l’assessore – in grado di offrire ulteriori risposte al tema dell’emergenza abitativa, intervenendo per supportare le famiglie che vivono una condizione di fragilità economica e rischiano, scivolando nella morosità incolpevole, di trovarsi senza un tetto sopra la testa. A causa di problemi personali legati al lavoro o a situazioni impreviste, persone e famiglie perbene possono attraversare momenti complicati e non riuscire a fronteggiare il pagamento dell’affitto: Regione è dalla loro parte e mette a disposizione un aiuto concreto».
Il provvedimento si inserisce nelle azioni messe in campo per garantire il diritto alla casa anche alle famiglie con reddito medio o medio-basso, in sofferenza a causa del costo elevato degli affitti sul mercato privato che, in diverse zone della Lombardia, risulta a tratti proibitivo.
«Il sostegno alla locazione si affianca alle misure di housing sociale finalizzate proprio ad aumentare la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili».
I nuclei familiari, per accedere ai contributi (in media 1.045 euro), devono possedere i seguenti requisiti: non essere sottoposti a procedure di rilascio dell’abitazione, non essere proprietari di un alloggio che soddisfi le esigenze del nucleo familiare, avere la residenza nell’alloggio in locazione con contratto di affitto registrato.
Ad agevolare il contributo può essere la perdita del posto di lavoro, la consistente riduzione del reddito, il mancato rinnovo dei contratti a termine, la cessazione di attività libero-professionali, casi di malattia grave o decesso di un componente del nucleo familiare, oppure l’età inferiore ai 36 anni di tutti i familiari.