Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL GIUSTO COMPENSO

Salario minimo, è dibattito: «Garantisce dignità, ma serve altro...»

Cgil, Cisl e Uil concordi: ecco le priorità e le istanze al Governo

Elisa Calamari

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

18 Giugno 2022 - 05:20

Salario minimo, è dibattito: «Garantisce dignità, ma serve altro...»

CREMONA - La luce verde del Consiglio Europeo alla direttiva sul salario minimo soddisfa i sindacati, ma li spinge a richiamare attenzione su altre questioni in sospeso: dai rinnovi contrattuali ad una maggiore disciplina dei contratti firmati da sindacati non rappresentativi. Sul tavolo ci sono poi cuneo fiscale e potere d’acquisto da incentivare, per rilanciare davvero economia e lavoro.

Elena Curci (Cgil)


«L’approvazione della direttiva sul salario minimo è un’ottima notizia – commenta Elena Curci, segretaria provinciale Cgil –. L’obiettivo di dare dignità ai lavoratori e di evitare che chi lavora si possa trovare in condizioni di povertà è stato declinato lasciando la libertà ai Paesi dell’Unione Europea di poter scegliere tra due opzioni: un salario minimo per legge o una estensione delle coperture dei contratti nazionali in misura non inferiore all’80% per cento. Quello che noi chiediamo è una legge sulla rappresentanza perché ci sono troppi contratti collettivi nazionali che prevedono condizioni salariali che non consentono al lavoratore una vita dignitosa, anche a causa del fenomeno dei cosiddetti ‘contratti pirata’, firmati da sindacati pressoché inesistenti e sicuramente non rappresentativi».

Dino Perboni (Cisl)

«Consideriamo buona la proposta avanzata dal ministero del Lavoro sul salario minimo in Italia - continua -, che prevedrebbe una sua definizione legislativa prendendo a riferimento i principi dei contratti di settore sottoscritti dalle confederazioni maggiormente rappresentative. Il punto vero è che i salari italiani sono tra i più bassi in Europa, in fondo a tutte le classifiche: devono essere aumentati, tanto più adesso che l’inflazione corre verso cifre sempre più elevate, penalizzando pesantemente i redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati».

Paolo Soncini (Uil)


Dino Perboni, segretario generale della Cisl Asse del Po, sottolinea che la direttiva favorisce la contrattazione «quale fattore essenziale nella definizione dei salari». Aggiunge però che solo 419 contratti sono effettivamente utilizzati in Italia e appena 162 sono siglati da Cgil, Cisl e Uil: «Va detto che questi 162 rappresentano oltre il 97% dei lavoratori. Per alzare i salari quindi, come detto dal ministro Orlando, serve una estensione erga omnes dei contratti più rappresentativi ai settori non coperti. Questo serve innanzitutto per i salari, ma ci sono anche permessi, ferie, malattie, progressioni di carriera. Inoltre, applicando i nostri contratti si impedirà il dumping contrattuale innescato da quelli firmati da sindacati di comodo e che diventano un danno per imprese e lavoratori». Infine, serve recuperare il gap salariale rispetto agli altri Paesi europei: «In Italia la produzione è cresciuta dell’8% e i salari del 3%. Va alleggerito il cuneo fiscale».


Anche per Paolo Soncini, segretario Uil Cremona-Mantova, l’accordo raggiunto è positivo «perché definisce uno strumento ulteriore di contrasto al lavoro nero e sottopagato», ma aggiunge che «serve una contrattazione forte, che in Italia abbiamo ma che attualmente non c’è in tutta Europa». Quindi spiega a sua volta che il salario minimo va identificato partendo dai minimi contrattuali già stabiliti dai contratti sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil.

«Serve una disciplina, invece, su quelli firmati da sindacati non rappresentativi e deve arrivare dalla politica – conclude –: chiamiamolo ‘paletto’, è da tempo che come Uil lo chiediamo e sarebbe un limite minimo di rappresentatività necessaria, che il sindacato dovrebbe avere per poter firmare. Per ridare potere d’acquisto, infine, bisogna anche rinnovare i contratti scaduti: sono coinvolti circa 6,8 milioni di lavoratori, pochi giorni fa è stato rinnovato quello della chimica e c’è un pre-accordo sulla sanità».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400