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I NODI DELL'ISTRUZIONE

Taglio docenti, «Infranto il patto con le famiglie»

Riduzione delle maestre: sale la preoccupazione dei dirigenti

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

23 Maggio 2022 - 05:25

Taglio docenti, «Infranto il patto con le famiglie»

CREMONA - «S’interrompe una tradizione di servizio al territorio che mette in difficoltà non solo le scuole, ma anche le famiglie e i Comuni». Così la dirigente dell’istituto comprensivo di Vescovato, Paola Bellini commenta la decisione del provveditore, Filomena Bianco di calcolare l’organico di diritto sulle primarie tenendo conto di un servizio regolato sulle 27 ore, applicando la norma. Ad essere colpite sono le scuole che, non avendo il tempo pieno, avevano adottato il modello delle 30 ore per venire in aiuto alle famiglie, assicurando il servizio mensa e i pomeriggi.

La dirigente Paola Bellini


«Se tutto rimane così, dovrò tagliare un pomeriggio su tutti i miei plessi — afferma Bellini—. Avevamo organizzato il servizio contando sull’organico di potenziamento che per il mio istituto prevede quattro posti. Ma non sarà più così. Due maestre andate in pensione non sono state sostituite e ho usato il potenziamento, ho una docente distaccata in Provveditorato e anche per lei ho supplito col potenziamento, l’Ust non mi ha dato nessun sostituto. Della quarta unità me ne rimane solo metà, perché una parte serve per permettere alla mia vice di svolgere il ruolo di mia ausiliaria e stare in classe. Mi chiedo anche perché, a fronte di un aumento di iscritti alle primarie, mi ritrovi due posti in meno. Detto questo, tutto ciò arriva nel momento in cui i bambini hanno maggior bisogno di tempo scuola e noi lo riduciamo, al tempo stesso mi sento di venir meno al patto educativo fatto con le famiglie, mi sento di disattendere al modello di istruzione delle 30 ore che le famiglie hanno scelto».

La dirigente Barbara Azzali


Per l’istituto comprensivo Cremona 4 la decisione di calcolare l’organico su un servizio orario di 27 ore avrà ripercussioni sulle primarie di Bonemerse e Gerre, come spiega la dirigente scolastica, Barbara Azzali: «Il provvedimento del provveditore porterà alla perdita di due posti e mi troverò obbligata a rivedere il tempo mensa, magari chiedendo aiuto ai Comuni. Sto cercando di valutare — spiega la dirigente —. Non riesco a capire perché questa situazione stia riguardando il nostro territorio e quello di Mantova, se fosse un problema di carattere demografico credo che sarebbe condiviso a livello nazionale, ma per ora questa cosa non è accaduta. Bisogna capire se si riuscirà a trovare una soluzione alternativa o se, in seconda istanza, arriveranno nuove risorse. Certo se così non fosse, per assicurare il tempo mensa mi vedrò costretta a richiedere l’aiuto ai Comuni di Gerre e Bonemerse nella speranza che possano mettere a disposizione personale educativo.

Il dirigente Francesco Camattini


«Per il mio istituto non cambia nulla — afferma quasi sollevato FrancescoCamattini, preside dell’istituto comprensivo Cremona 5 —. Sulla carta quello che noi presentiamo è un modello a 27 ore, portato a 28. A Stagno Lombardo ci viene in aiuto il Comune, mettendoci a disposizione, durante il tempo mensa, un educatore. Ripeto, non abbiamo avuto contraccolpi, ma certo si lavora sempre al limite, con un equilibrio che ci vuole un non nulla ad infrangere».

La dirigente Daniela Marzani


Daniela Marzani, dirigente dell’istituto Cremona 3, allarga lo sguardo e afferma: «che l’ottica sia quella dei tagli non è difficile intuirlo — afferma —. Io, nelle primarie, ho il modello del tempo pieno che è stato confermato con il medesimo organico. Ma i tagli al fondo di istituto ci sono stati e credo che si debba venire in soccorso alle spese fatte durante il Covid. Una cosa è certa: le classi oscillano fra i 24 e 25 studenti e darà difficile accogliere inserimenti in corso d’anno. È una situazione che preoccupa non poco».

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