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CREMO IN SERIE A

Alessandro Manara, il pendolare del tifo grigiorosso in arrivo dal Belgio

Medico al Pronto soccorso di un ospedale di Bruxelles, 47 anni, ha preso l'aereo ed è andato allo stadio di Como dove ha vissuto l’emozione della promozione in serie A

Fabio Guerreschi

Email:

fguerreschi@laprovinciacr.it

15 Maggio 2022 - 09:22

Alessandro Manara, il pendolare del tifo grigiorosso in arrivo dal Belgio

Alessandro Manara, a destra, sugli spalti dello stadio di Como

TORRE DE' PICENARDI – E' un pendolare del tifo e arriva da Bruxelles, perché al cuore non si comanda e la Cremonese è la sua passione. Alessandro Manara, 47 anni medico al Pronto soccorso di un ospedale di Bruxelles, non voleva mancare all'appuntamento dei grigiorossi a Como. Così ha preso l'aereo, è andato allo stadio, ha vissuto l’emozione della promozione in serie A dei grigiorossi ed è ritornato, con la gioia nel cuore, in Belgio. Una passione, quella di Manara, alimentata dall'aver trascorso le vacanze a Torre de' Picenardi, dove ha un pezzo delle sue radici. Infatti papà Bruno, nativo di Torre, ha lavorato per anni a Bruxelles, per poi, una volta in pensione, tornarci, perché il suo paese non l’ha mai dimenticato e ha trasferito l’amore per Torre anche ai due figli.

Alessandro Manara all'aeroporto con la maglia della Cremonese

"Tifo Cremonese da sempre – dice Manara – e spesso vado allo stadio, compatibilmente ai miei turni di lavoro. Quando sono in vacanza a Torre è più facile andare allo stadio, altrimenti prendo l'aereo, vado alla partita e torno a casa. Quest'anno sono riuscito a fare anche la trasferta di Pisa. Insomma cerco di vederla il più spesso possibile".

Per il venerdì decisivo per la Cremonese, quello della volata per la promozione, Manara non ha voluto saltare l’appuntamento della stagione. "Ho fatto il viaggio da solo – prosegue Manara -, ma quando sono arrivato allo stadio ho trovato i miei amici di Torre e Piadena. Eravamo in tribuna laterale, altri erano in curva. A fine partita sono tornato in pullman con loro a Cremona. Naturalmente abbiamo festeggiato la promozione, ma non siamo andati in centro per i caroselli: eravamo cotti. Ho dormito a Torre e sabato mattina sono tornato a Bruxelles".

Tante emozioni, e forti, concentrate in poche ore. "Per la Cremonese un finale di stagione pazzesco – commenta il medico -. Abbiamo cominciato a perdere e, quindi, la pressione era incredibile. Però a Como siamo andati in vantaggio alla mezz’ora e abbiamo raddoppiato all’inizio del secondo tempo. Durante la partita non ho mai guardato i risultati delle altre squadre, ma quando è arrivata la notizia del vantaggio del Perugia sul Monza è scattata la festa e non abbiamo più guardato la partita. Non ci siamo nemmeno accorti del rigore al Como al 96’, non abbiamo sentito il fischio dell’arbitro e nemmeno il rigore realizzato per il 2 a 1 finale e credo che molti di noi fossero convinti che la partita fosse finita 2 a 0".

Adesso c’è la serie A. "Seguo la Cremonese dal 1984, avevo 10 anni e ricordo le altre promozione in A. Eravamo una squadra più abituata alla massima serie. Adesso siamo dei ‘pulcini’ della serie A, ma la soddisfazione sarà quella di venire a Cremona a vedere Cremonese-Milan anziché Cremonese-Pordenone. Le trasferte a Cremona per la serie A non le ho ancora programmate, perché dipenderà dal calendario e dai miei impegni professionali, ma i miei amici di Bruxelles mi hanno già detto di voler venire con me allo Zini nella prossima stagione calcistica".

Una stagione, quindi, dove accanto ai cori degli ultras ci saranno anche quelli in francese o fiammingo, ma non saranno i canti degli avversari: saranno i tifosi grigiorossi arrivati direttamente da Bruxelles.

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