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GUARDIA DI FINANZA

Reddito di cittadinanza, due arresti in provincia

Nella maxi indagine della Guardia di Finanza coinvolti un 23enne di Cremona e un 22enne di Crema

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

09 Maggio 2022 - 19:28

Reddito di cittadinanza, due arresti in provincia

CREMONA - Sono entrambi romeni, uno compirà i 23 anni, l’altro i 22. Uno abita a Cremona, l’altro a Crema. Sono due dei cinque stranieri (gli altri tre sono egiziani) ieri finiti in carcere nell’ambito del terzo filone di indagine della Guardia di Finanza di Cremona sulla maxi truffa del Reddito di Cittadinanza e del Reddito di Emergenza. Una poderosa indagine, quella partita da Cremona, coordinata dal pm Paolo Storari della Procura di Milano e che il 16 novembre scorso aveva già portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare per 16 persone (di cui due romeni residenti a Cremona) accusate di aver intascato oltre 20 milioni di euro senza averne alcun titolo. Anche in modo spudorato: una delle donne incastrate, infatti, aveva pubblicato tre video su Tik Tok, vantandosi della sua impresa mentre sventolava e contava montagne di banconote. Lo scorso marzo, la seconda tranche di arresti: sei persone erano finite in carcere, tra cui l’ex dipendente della società Nova Servizi (che operava in convenzione con alcuni patronati).

Il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Cesare Maragoni


Nell’indagine dei finanzieri del comandante provinciale, il colonnello Cesare Maragoni, il bilancio complessivo è di 29 persone finite in manette, di cui diciassette una settimana fa avevano chiesto al gup di patteggiare pene tra 1 anno e 10 mesi e 3 anni e 10 mesi di reclusione. Secondo l’accusa, i cinque nuovi arrestati, tre egiziani e i due romeni, tra l’aprile del 2020 e il novembre 2021, in concorso, hanno presentato 208 istanze di reddito di cittadinanza e 311 di reddito di emergenza a romeni non residenti in Italia. La somma ricevuta illecitamente dai falsi beneficiari si aggira sui 700 mila euro. Due degli egiziani arrestati erano i titolari di Caf, ai quali i due romeni procuravano la documentazione per ottenere, in maniera illecita, i contributi previsti delle due misure di sostegno.

Per ogni pratica svolta, i nordafricani ricevano 10-15 euro. Non uno stinco di santo il romeno residente a Cremona finito in carcere due giorni fa. Il 16 luglio del 2013 fu segnalato per il reato di ricettazione, il 13 febbraio del 2017 fu segnalato per ricettazione dal Nucleo Operativo radiomobile di Crema, il 27 giugno del 2017 si era preso una condanna dal Tribunale per i minori di Brescia per ricettazione, percosse, violenza privata e furto aggravato; il 26 gennaio del 2021 era stato segnalato dalla Guardia di finanza per violazione alle disposizioni in materia di reddito di cittadinanza. Il romeno che abita a Crema, invece, il 5 giugno dello scorso anno era stato segnalato dalla Questura di Rimini per un reato di truffa. Nelle 62 pagine (fronte e retro) dell’ordinanza di custodia cautelare, il gip Teresa De Pascale spiega che «il gruppo criminale ha dimostrato proficua organizzazione, estrema professionalità nel delitto e proclività a delinquere, capace di insinuarsi nelle maglie della burocrazia volta alla predisposizione e alla istruzione di pratiche di Rdc e Rem per ottenere indebiti ed ingenti profitti a discapito della collettività, a discapito di chi effettivamente ne ha diritto».

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