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LA NOTTE DEI LICEI CLASSICI

Cottarelli, la sua lezione: «Ragazzi, alzate la voce»

L’economista, ex studente illustre, ospite al Manin: «Non c’ero più stato dalla Maturità». Il futuro, la guerra, i timori e l’invito di Gabbani: «Mi ha chiesto di scrivergli una canzone»

La Provincia Redazione

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07 Maggio 2022 - 05:35

Cottarelli, la sua lezione: «Ragazzi, alzate la voce»

Carlo Cottarelli al Manin intervistato dalla vice preside Francesca De Vita e il pubblico in aula magna

CREMONA - Giornata di festa nei licei classici di Cremona e di Crema, che hanno organizzato numerosi appuntamenti con studenti ed ex studenti per la tradizionale «notte bianca». Al Manin, l’evento clou era l’incontro con Carlo Cottarelli. Prima una visita ai corridoi e alle aule del primo piano dove frequentò ginnasio e liceo — «Credo di non esserci più tornato dalla maturità» — poi la conversazione nell’aula magna, nell’ambito della «Notte dei licei», presenti docenti e studenti di ieri e di oggi. L’illustre ex del liceo ha ripercorso la sua vita dai banchi di scuola all’Osservatorio dei conti pubblici dell’Università Cattolica, da lui fondato. Introdotto dalla dirigente scolastica Maria Grazia Nolli, l’economista è stato intervistato dalla vicepreside Francesca Di Vita, a partire dalle tracce che gli anni di formazione al Manin hanno lasciato in lui.

Al Manini

«Un’esperienza di apprendimento e di vita, fatta di studio — pur confessando di avere studiato tanto solo per la maturità – e di amicizie, nate al liceo, che in genere sono poi quelle che restano fondamentali». Quella «davvero brava» era Emanuela Zanesi, e gli insegnanti che più si ricordano sono quelli delle superiori, come Renata Patria, «alla quale devo moltissimo», ha chiosato guardando alle prime file dei presenti. Dopo il Manin, il corso di laurea, unico cremonese, alla facoltà di Scienze economico-bancarie dell’Università di Siena, conclusosi con una borsa di studio della Banca d’Italia per fare ricerca in Gran Bretagna. Il professore che era stato suo relatore di tesi lo indirizzò a Oxford fuori tempo massimo. Fu allora dirottato alla London School of Economics and Political Science, e «quello a Londra è stato l’anno più divertente della mia vita». Tornato in Italia per il servizio militare, la seconda borsa di studio per il master in economia in Gran Bretagna e l’assunzione nel Servizio studi della Banca d’Italia.

Al Vida

Un ambiente prestigioso, dal quale sono usciti i governatori Ciampi, Fazio e Visco. «E un servizio che è quello che più mi ha formato come economista». Dislocato all’Eni, dopo aver confidato una certa insoddisfazione, gli venne proposto il salto al Fondo monetario internazionale. Negli Usa la prospettiva era diversa: orizzontale e globale. «In Banca d’Italia si lavora su una cosa specifica – ha spiegato Cottarelli – mentre al Fmi si lavora un po’ su tutto, anche se ci si occupa di un singolo Paese». Non sono mancati accenni alla vita privata — la residenza a Milano, la moglie a Washington, il figlio a San Francisco e la figlia a Londra — e all’Osservatorio sui conti pubblici della Cattolica, alla cui direzione gratuita Cottarelli affianca l’insegnamento alla Bocconi come professore visitatore. «Ogni settimana — ha spiegato — vengono divulgate almeno due note informative. In uscita quella sulla pressione fiscale, che non è molto aumentata nell’ultimo anno. Seguiranno gli ostacoli burocratici alle energie rinnovabili e i tassi d’interesse. La divulgazione avviene attraverso i giornali, le televisioni, in parte i social».

Al Racchetti


Poi la sorpresa: Cottarelli ha raccontato divertito di essere stato di recente alla trasmissione «Ci vuole un fiore» di Francesco Gabbani — «Non l’avrei mai immaginato» — e perfino invitato — ma ha declinato — a scrivere un testo per il prossimo disco del cantautore. Alla professoressa Di Vita, che gli chiedeva se fosse ottimista o pessimista sul futuro dell’Italia, non ha nascosto la preoccupazione per il calo demografico e per un governo «a termine» mentre il Paese avrebbe bisogno di un governo stabile, con il mandato dell’elettorato e la volontà di fare le riforme necessarie. Poi la guerra: «Come si fa ad essere ottimisti? Se non dura tanto possiamo evitare la recessione, ma quanto durerà forse lo sa solo Putin. Per ora ci ha salvati la marea di soldi avuti dalla Bce durante la pandemia». Infine, due consigli agli studenti: «Studiate tanto e pensate alla politica, perché i giovani sono pochi e la politica oggi la si fa soprattutto per gli anziani che sono tanti. Occupatevene di più e fate sentire la vostra voce».


Sempre al Manin il gruppo teatrale del liceo coordinato da Luisa Arli ha proposto «Persefone, dea della primavera (la rivisitazione di un mito)». Al Vida, invece, tra le molte iniziative sono state consegnate le borse di studio e sono stati annunciati i lavori di restauro dell’aula magna.

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