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Viola gli arresti domiciliari, il giudice ne dispone la custodia in carcere

In manette l'uomo già arrestato a metà novembre per rapina e lesioni commesse presso il supermercato Esselunga

La Provincia Redazione

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06 Maggio 2022 - 12:50

Viola gli arresti domiciliari, il giudice ne dispone la custodia in carcere

CREMONA - I carabinieri hanno arrestato, in esecuzione di una misura cautelare in carcere in sostituzione degli arresti domiciliari, un pluripregiudicato per reati contro la persona, contro il patrimonio e inerenti agli stupefacenti. L’uomo, destinatario del provvedimento cautelare, era stato arrestato a metà novembre per rapina e lesioni commesse presso il supermercato Esselunga di Cremona. Quel giorno ha preso due bottiglie di alcolici e ha provato ad allontanarsi senza pagare. Per non essere fermato e per darsi alla fuga non ha esitato ad aggredire l’addetto alla vigilanza, causandogli delle lesioni. Era stato inseguito dal vigilante e poco dopo arrestato. Sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, tra dicembre e metà gennaio i militari avevano accertato che l’uomo aveva violato per ben tre volte quanto imposto dal Tribunale, uscendo dal proprio domicilio senza un giustificato motivo.

 

 I carabinieri di Cremona hanno quindi informato il Tribunale delle violazioni e il Giudice ha deciso per la revoca degli arresti domiciliari con l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Aveva poi ottenuto gli arresti domiciliari con il controllo mediante braccialetto elettronico, con possibilità di uscire in determinati orari per svolgere un’attività lavorativa. Ma, nonostante il beneficio concesso, ha nuovamente infranto le restrizioni imposte. Infatti a fine aprile si è attivato l’allarme del braccialetto elettronico e una pattuglia della Radiomobile di Cremona ha effettuato un controllo a casa sua non trovandolo sebbene fosse un orario in cui non poteva allontanarsi. E’ stato quindi cercato ed è stato fermato nei pressi di un supermercato dove ha detto di avere acquistato degli alimentari, senza avere chiesto e ottenuto la necessaria autorizzazione dell’autorità competente. Di conseguenza, il Tribunale di Cremona ha valutato l’incapacità dell’uomo di rispettare le regole pur sapendo di essere monitorato mediante braccialetto elettronico e ne ha quindi disposto l’accompagnamento in carcere.

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