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Case popolari da risanare, «A Cremona solo spiccioli»

Di 264,4 milioni di fondi Pnrr, soltanto 2 arrivano in provincia. Piloni: «Risultato di scelte della Regione». Sul territorio inabitabili 505 appartamenti: 281 sono in città

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

03 Maggio 2022 - 05:20

Case popolari da risanare, «A Cremona solo spiccioli»

CREMONA - «Cremona è la provincia Cenerentola nell’assegnazione delle risorse a favore dei Comuni e di Aler, l’azienda regionale lombarda, per il risanamento e la rigenerazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica in Lombardia. I soli 2 milioni di euro, su un totale di 263,4 sono il risultato della scelta operata dalla giunta regionale di centrodestra di privilegiare nei criteri del bando di fine 2021, i territori che hanno progetti cantierabili in zone sismiche abbinati ad interventi di riqualificazione energetica, peraltro necessari, senza però rispondere anche alle importanti esigenze che si manifestano nelle zone dove vi è effettivo bisogno abitativo e una situazione manutentiva molto carente».

Non usa giri di parole il consigliere regionale del Pd, Matteo Piloni che interviene in merito ai dati sulla destinazione per aree dei fondi governativi Pnrr relativi alla missione 2 del ‘Fondo complementare per riqualificazione edifici residenziali pubblici’ chiamata ‘Verde, sicuro, solidale: riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica’ ritenendo la nostra città scarsamente considerata, di più, fortemente penalizzata. Quello che Piloni temeva già tempo fa, ha trovato conferma ora, con l’assegnazione dei fondi. «Quanto abbiamo asserito due mesi fa è stato confermato dai dati resi pubblici da Regione Lombardia» continua il consigliere regionale. «Un dato sconcertante che è sicuramente causato anche da una mancanza di progettualità, ammessa dalla stessa Aler, per gli interventi possibili. A onore del vero sono in atto interventi di manutenzione del patrimonio Aler sia con fondi regionali sia attraverso lo strumento del Superbonus, ma i numeri sono spietati e vanno comunque nella direzione di una mancata attenzione nei confronti delle esigenze del territorio della provincia di Cremona».

Il consigliere regionale Matteo Piloni

Una parziale replica a quanto sostenuto da Piloni è arrivata dall’assessore regionale alla Casa Alessandro Mattinzoli che ha spiegato come dal Pnrr siano in arrivo altri fondi per la manutenzione delle case popolari, anche per i comuni più popolosi, ma che avessero pronti progetti da finanziare. Cosa che Aler Brescia-Cremona-Mantova fino a questo momento, pare non avesse. L’assessore Mattinzoli si è detto dispiaciuto di questa opportunità persa da Cremona, ma ha anche aggiunto che auspica presto se ne prospettino altre. Certo le condizioni sono chiare come ha ribadito: «Tutte le Aler, nessuna esclusa, devono avere pronti progetti, senza i quali non si può partecipare ai bandi e quindi non si possono avere finanziamenti». Piloni si unisce all’augurio dell’assessore regionale alla casa: «Auguro che alla prossima occasione Aler abbia i progetti pronti per poter partecipare ai prossimi bandi anche per la provincia di Cremona, dove risultano, è utile ricordarlo, ben 888 appartamenti sfitti, di cui 505 per carenze manutentive – 281 solo nella città di Cremona – e che, quindi, necessitano di lavori. Dai dati Aler, infine, risulta che 56 sono oggetto di lavori in corso e per altri 90 l’avvio dei lavori è previsto questo mese». «Rispetto alla città anche noi auspichiamo che ci siano interventi in questa direzione e progetti da sottoporre» aggiunge Andrea Virgilio, vicesindaco e assessore a Territorio, Opere Pubbliche e Casa.

Andrea Virgilio, vicesindaco e assessore a Territorio, Opere Pubbliche e Casa


«Dal punto di vista dei rapporti, quelli tra Comune e Aler sono ottimi, anche se sul discorso case la situazione nostra e loro è un po’ diversa. Le proprietà di Aler infatti, riguardano interi quartieri come Cambonino e Zaist, ma non solo, anche altre zone. Non possiamo sapere perché non ci fossero progetti pronti da parte loro e non tocca a noi commentare questa cosa. Sappiamo però che la riorganizzazione che ha accorpato i territori ha messo in sofferenza gli organici e questo può essere stato un ostacolo. La speranza è che si riesca a raccogliere, nei tempi necessari, la possibilità di avere accesso a questi finanziamenti. I fondi ci sono e non sono pochi e inoltre sarebbe fondamentale accedervi per poter avviare ristrutturazioni. Lo vediamo anche noi per quanto riguarda le case di nostra competenza. Una buona percentuale rimangono sfitte a causa dei lavori di manutenzione da fare».

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