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25 aprile, «La libertà è come l’aria, si capisce quando manca»

Celebrazione a Castelverde e monito del sindaco contro gli orrori che ancora ci sono nel mondo

Serena Ferpozzi

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25 Aprile 2022 - 05:00

25 aprile, «La libertà è come l’aria, si capisce quando manca»

La cerimonia

CASTELVERDE - Castelverde celebra il 25 Aprile. Autorità civili, militari, religiose e cittadino hanno voluto ricordare questa importante ricorrenza. La cerimonia si è aperta con il ritrovo in piazza del municipio. Il corteo si è poi diretto verso la chiesa parrocchiale dove don Giuliano Vezzosi ha celebrato la messa, quindi ha raggiunto il monumento in piazza caduti di Cefalonia dove è stato reso onore ai caduti delle guerre con l’alzabandiera e un momento di raccoglimento.


«Oggi festeggiamo la Liberazione, festeggiamo la Libertà» ha detto il sindaco Graziella Locci. «Si tratta di un giorno che ha un valore immenso per la nostra nazione. La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale, quando comincia a mancare. Chi, è nato lontano dalla guerra, dal regime e dall’occupazione nazifascista, non riesce probabilmente neanche a immaginare cosa davvero possa essere accaduto in quegli anni. È difficile immaginare che si possa essere perseguitati, incarcerati e addirittura uccisi dallo Stato senza aver fatto niente. Uccisi per qualcosa che si pensa, per qualcosa in cui si crede o per qualcosa che si è». Un tema, ancora oggi molto attuale.

«Quest’anno, il 25 aprile si deve tingere di blu e di giallo, dei colori dell’Ucraina, e il nostro pensiero, proprio nel giorno della celebrazione della Liberazione, non può che andare ai fratelli e alle sorelle che resistono all’esercito russo, nella speranza che le ragioni della pace vincano e nella consapevolezza che non c’è pace quando prevale la logica della prepotenza militare che calpesta il diritto, i diritti, la libertà delle persone. È tornato a scorrere sangue nell’Europa segnata da un conflitto mondiale che sembrava archiviato nei manuali di storia. Ritornano parole che pensavamo sepolte nella memoria collettiva: occupazione, esecuzioni, fosse comuni, stupri, armamenti, genocidio. Ritorna la parola più feroce di tutte: guerra. Mentre sembra scomparsa la più luminosa: pace. Dal nostro 25 Aprile, nella ricorrenza della data che mise fine alle ostilità sul nostro territorio, viene un appello alla pace. Ricordo che la nostra solidarietà può essere espressa oltre che idealmente in modo concreto tramite offerte di denaro e di farmaci alla parrocchia che provvederà a recapitare il tutto all’associazione Amalagnino».

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