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IN TRIBUNALE

Rientra a Crema dalla Moldavia, ma l'espulsione durava altri due anni

Ivan Smetanca, 40 anni da compiere, sposato, padre di tre figli, fedina penale pulitissima: era convinto che il decreto fosse di tre anni, invece era di cinque

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

16 Aprile 2022 - 15:20

Rientra a Crema dalla Moldavia, ma l'espulsione durava altri due anni

Il tribunale di Cremona

CREMA - Su Google Maps indica dove vive: Soroca, 23 mila abitanti, cittadina nel nord-est della Moldavia, famosa per la sua fortezza medievale, simbolo di protezione nazionale al punto che i moldavi hanno messo la sua foto sulle banconote e su un lato del passaporto. Soroca è a cento chilometri dal confine con l’Ucraina da 52 giorni sotto l’attacco russo. Da là arriva Ivan Smetanca, 40 anni da compiere, sposato, padre di tre figli, fedina penale pulitissima. Nel 2018 venne in Italia, a Lodi. Qui abita sua suocera con il compagno. Cercava lavoro, Ivan. Lo trovò "in campagna", ma in "nero" e così, durante un controllo, risultò irregolare. In luglio venne espulso con decreto firmato dal prefetto di Lodi e convalidato dal giudice di pace. Per 5 anni aveva il divieto di tornare in Italia. Non fu necessario accompagnarlo. In aeroporto andò da solo. Due mesi fa è ripartito da Soroca per Lodi, ancora in cerca di lavoro. Ha attraversato due frontiere, la Romania e l’Ungheria. Ma i 5 anni non erano ancora scaduti. Ieri, alle cinque e mezza del mattino, Ivan e il suocero sono stati fermati dai carabinieri a Vailate, durante un servizio di controllo. Ivan ha esibito il passaporto moldavo, regolare, ma dagli accertamenti è risultato clandestino.

L’hanno accompagnato in caserma. "Ero convinto che l’espulsione fosse per tre anni". Era avvilito, rammaricato, il moldavo. E’ stato arrestato. Assistito dall’avvocato Laura Negri, oggi in Tribunale, davanti al giudice che ha convalidato l’arresto, il moldavo ha raccontato perché due mesi fa è tornato a Lodi dalla suocera. "Cercavo un lavoro". Un mese fa da Soroca ha fatto venire qui anche la moglie e i tre figli, "perché siamo al confine con l’Ucraina, sparano siamo preoccupati". Dal 28 aprile del 2014, i cittadini moldavi possono entrare per soggiorni non superiori a tre mesi in un paese dell’area Schengen, dunque anche l’Italia, senza dover prima chiedere un visto di ingresso. Ivan il lavoro non lo ha trovato. E poiché i tre mesi stavano per scadere, sabato prossimo con la famiglia sarebbe tornato a Soroca.

Dopo la convalida dell’arresto, Ivan è tornato in libertà. E’ rientrato a Lodi, dalla famiglia. Mercoledì prossimo si ripresenterà davanti al giudice per il processo. L’avvocato ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato.

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