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Casa Aler: «Balcone discarica»

Guano, rifiuti e insetti nell’appartamento disabitato: la protesta dei condomini

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03 Aprile 2022 - 05:05

Casa Aler: «Balcone discarica»

il balcone "incriminato"

OFFANENGO - «La situazione non è più tollerabile per la sporcizia e lo stato di abbandono, per ragioni igieniche e per la dignità delle persone». Ernesta Salvi abita nelle case Aler di via Arduino 28 a Offanengo, cinque appartamenti, uno dei quali, al terzo piano, disabitato da tempo e divenuto rifugio dei piccioni che «si radunano a decine sul balcone, volano in continuazione avanti e indietro, oppure si appisolano e vi trascorrono la notte; qualcuno finisce pure i suoi giorni in mezzo all’immondizia, dopo avere scaricato ogni genere di rifiuti».

Ernesta Salvi e il marito Ferdinando Maccalli non hanno problemi a mostrare la situazione. Sono in via Arduino ad attendere, davanti a dove dovrebbe esserci una cancellino (mai visto). Insieme, accediamo al condominio dell’Aler. I Maccalli occupano un appartamento al piano terra, alla sinistra della scala che porta ai piani superiori. Stanno lì da quando il condominio è stato costruito.

aler

Ernesta Salvi e il marito Ferdinando Maccalli

Ci fanno da guida alla scoperta del problema che si annida sul balcone della casa al terzo piano, alla destra della scala di accesso. «C’è uno stato di sporcizia che dura da anni. Non abitandovi alcuna persona, i piccioni ne hanno fatto casa e cosa loro - dice lei- . Guardi lo stato di abbandono e la quantità di materiale accumulato che è terreno di coltura per insetti, batteri e virus». Effettivamente, ci sono cassonetti e mobiletti abbandonati, ricoperti di guano e di piume «che, quando spira il vento, si muovono e galleggiano nell’aria posandosi dappertutto». Lo spettacolo è desolante e anche un poco ripugnante.

«Se vedesse quanti segni di punture ci sono sul mio corpo…», spiega ancora. «Sono di insetti che proliferano in mezzo alla sporcizia. Per questo sollecitiamo chi di dovere a fare qualcosa per porre fine ad una situazione indegna della nostra civiltà. Ci siamo rivolti all’Aler e al Comune. Forse dovrebbero intervenire anche le autorità sanitarie e, magari, qualcun altro per imporre una soluzione rapida ed efficace».

Ernesta e Ferdinando pongono anche il problema delle correnti d’aria che si creano tra una facciata e l’altra, in collegamento fra di loro per l’assenza di almeno una vetrata sui finestroni, percorrendo i vani scala all’altezza di ogni piano in senso nord-sud.

Ammettono, per concludere, anche una certa ignavia degli inquilini «nell’impegnarsi a mantenere in ordine gli spazi in comune, come le scale, con il coordinamento dell’amministratore e a dare un po’ più di decoro all’intero edificio, circondato da abitazioni private di ben altro aspetto. L’edilizia pubblica non dovrebbe avere meno dignità di quella privata».

Interpellati, o dirigenti Aler si sono presi tempo per dare una risposta.

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