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CORONAVIRUS. LA ROAD MAP

Docenti no-vax: rientro a scuola, ma vietato salire in cattedra

I dirigenti scolastici attendono indicazioni su quali attività affidare al personale non vaccinato

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

28 Marzo 2022 - 05:15

Docenti no-vax: rientro a scuola, ma vietato salire in cattedra

CREMONA - «È il solito provvedimento all’italiana, fatto per ammorbidire le regole», afferma senza mezzi termini Roberta Mozzi, dirigente del Torriani, commentando la norma che prevede il rientro a scuola di professori e personale no-vax. I docenti e il personale Ata No Vax, com’è noto, potranno prendere lo stipendio tornando a scuola come ha stabilito il decreto della road map che conduce verso la normalità, approdato in Gazzetta ufficiale il 25 marzo, a sette giorni dalla sua approvazione. Il provvedimento conferma che per il personale della scuola permane fino al 15 giugno l’obbligo vaccinale, con tanto di multa da 100 euro. Ma niente attività in aula: lezioni vietate. Dovranno essere adibiti ad altre mansioni.


«Nessuno giudica la scelta di chi ha deciso di non vaccinarsi, ma certo non si tiene conto o perlomeno si svaluta, la scelta di chi ha agito nel segno della responsabilità nei confronti della comunità — continua Mozzi —. Al di là di questo, mi si dovrà spiegare quali mansioni debba demandare ai professori che non possono entrare in classe. Potranno fare attività di carattere amministrativo? Come dovremo regolarci? E come poi isolarli dal resto della comunità scolastica? Attendiamo dettagli dall’amministrazione».

Ed è proprio sulle indicazioni operative di questo rientro del personale No-vax che i dirigenti scolastici puntano il dito e non nascondono una certa preoccupazione: «Siamo in attesa di indicazioni precise su come operare: è facile parlare di rientro senza avere contatti con la comunicazione scolastica — commenta Alberto Ferrari, dirigente del liceo scientifico Aselli —. Cosa dovrò fare con il docente no-vax? Cosa dovrò fargli fare? Anche pensando a mansioni alternative all’attività in cattedra, come posso essere certo che non abbia contatti con il resto del personale? Per ora tutto tace e, come sempre, credo spetterà a noi inventarci qualcosa, ma con quale responsabilità?».

Paola Orini, preside dell’istituto Galilei di Crema, ribadisce che nei prossimi giorni si dovrà tener conto «delle indicazioni concrete che speriamo arrivino per tempo — afferma —. Mi lascia molto perplessa la decisione di riammettere il personale No-vax in servizio. E se pure è vero che i supplenti nominati continueranno a rimanere nelle aule, bisogna capire come utilizzare al meglio i professori e il personale che con il 1° aprile rientreranno. Mi chiedo anche se sarà confermata la fine dello stato di emergenza, proprio ora che i casi stanno di nuovo aumentando».

«Spero arrivino indicazioni precise sul da farsi». La dirigente scolastica dell’Istituto di istruzione superiore Giovanni Romani di Casalmaggiore, Daniela Romoli, attende istruzioni sul comportamento da adottare a partire dal 1° aprile.

La reazione di Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi (Anp) è stata dura. «È molto difficile, a scuola, stabilire quali siano le mansioni non a contatto con i ragazzi», ha osservato Giannelli. «Gli si paga lo stipendio per non lavorare, dando mansioni sostanzialmente inesistenti». Romoli spiega che le persone interessate «sono due, su tutto il personale docente e Ata. Non necessariamente No Vax e uno senza la terza dose». La preside riferisce di aver letto il decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale: «Ora aspetto indicazioni dal Ministero. In caso sia così, magari si potrà prevedere un rientro pomeridiano a supporto di progetti o della segreteria». 

(CON LA COLLABORAZIONE DI DAVIDE BAZZANI)

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