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TOP 400 IMPRESE 2021

I campioni dell'economia. Quattrocento bilanci d'oro

All’auditorium dell’MdV l’incontro realizzato da Confindustria e dal quotidiano «La Provincia». Il presidente Allegri: «Un insieme di errori e di fattori, ha determinato incrementi dei prezzi di energia e gas mai registrati, mettendo in difficoltà imprese e famiglie»

Massimo Schettino

Email:

mschettino@laprovinciacr.it

25 Marzo 2022 - 21:03

I campioni dell'economia. Quattrocento bilanci d'oro

CREMONA - «È necessario reagire: tempi di guerra comportano scelte da economia di guerra. L’Italia deve dimostrare più coraggio. Soprattutto perché sta pagando il prezzo più alto in Europa». Si è aperto con l’appello del presidente dell’Associazione Industriali di Cremona, Stefano Allegri, il convegno «Scenari economici» che si è tenuto con i principali protagonisti della scena economica provinciale. Ospitato nella suggestiva cornice dell’Auditorium Arvedi del Museo del Violino, l’incontro è stato anche l’occasione per presentare la seconda edizione di «Top 400 imprese», lo studio completo sulla competitività e lo stato di salute delle principali società di capitale della provincia, allegato gratuitamente al giornale La Provincia di Cremona e Crema di sabato 26 marzo.

«Si tratta — ha detto Allegri — di un appuntamento nuovo che Confindustria insieme al quotidiano La Provincia vuole dedicare ai temi economici, in un’ottica ispirata alla lettura e commento dei fatti ma anche, se possibile, ad uno sguardo su quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Intendiamo guardare il territorio, attraverso i risultati, gli indicatori che ci forniscono le nostre aziende cremonesi, ma anche osservare ‘fuori’, cosa avviene sui mercati ed in generale negli altri Paesi. Dunque, la nostra idea è di interpretare attraverso una analisi di 400 bilanci (quindi una parte delle imprese del territorio) come è andato un anno economico; sentire poi alcune testimonianze dal vivo di imprenditori, le esperienze, il vissuto, le ansie e le contromisure adottate per aumentare la competitività».

Allegri ha poi allargato lo sguardo allo scenario complessivo: «Due anni fa iniziava la pandemia e il Covid 19 ha cambiato il

Un insieme di fattori e, soprattutto di errori, ha determinato incrementi dei prezzi di energia e gas mai registrati prima

volto del mondo. I Paesi hanno adottato misure da tempi di guerra: sono stati chiusi i confini, è stato riattivato il coprifuoco, è stato introdotto il lockdown. L’Europa, all’inizio divisa difronte a questo nuovo scenario, è riuscita a trovare la compattezza necessaria creando le misure adeguate per affrontare la situazione. I vaccini sono arrivati velocemente e si sono dimostrati efficaci, il nostro Paese, più di altri, ha reagito perseguendo performance di crescita economica che non si registravano da decenni. Seppur nelle difficoltà generali legate alla mancanza di materie prime e difficoltà nuove nei trasporti, si prospettava un graduale ritorno alla normalità, immaginando una ciclicità cui la storia ci aveva abituato». Un quadro, però, presto mutato: «Un insieme di fattori e, soprattutto di errori, ha determinato incrementi dei prezzi di energia e gas mai registrati prima, mettendo in difficoltà imprese e famiglie. È scoppiata una guerra, trasformando un problema di materie prime, in una grave crisi di reperibilità delle stesse compromettendo praticamente tutte le filiere produttive già indebolite dal caro energia».

Allegri ha quindi ribadito alcuni dati: «Il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia è passato da circa 50 euro al Mwh del 2019 (e non mi riferisco al 2020) ai circa 250 del 2021, 5 volte tanto. Il prezzo del gas, analogamente, è salito da circa 20 euro al Mwh a quasi 120. I costi di produzione delle aziende sono aumentati fino al 25% e l’inflazione è al 5.7%, inflazione che non deriva da un aumento della domanda. Essendo poi l’energia elettrica un vettore trasversale alle filiere, si genera un effetto moltiplicativo da cui non si salva nessuno e le aziende si trovano con margini ridotti se non addirittura azzerati tanto che in alcuni casi si sta verificando lo stop della produzione». «Però — ha sottolineato Allegri — è necessario reagire e, come ha sottolineato Confindustria Lombardia, tempi di guerra comportano scelte da economia di guerra».

Ed ecco le misure più urgenti da adottare: «Serve un immediato tetto al prezzo del gas e se l’Europa non lo può fare perché alcuni Paesi non vogliono, l’Italia deve avere il coraggio di farlo da sé. Serve un taglio deciso di tutte le imposte indirette sui carburanti. Serve un supporto economico alle imprese per garantire la tenuta del nostro Paese a garanzia delle famiglie, immaginando anche uno scostamento di bilancio. A poco servono gli sconti temporanei messi in campo rispetto a previsioni di lungo periodo». «Non intendo tralasciare però ciò che deve essere fatto a livello europeo. È necessario rivedere, rendendolo questa volta realistico e non immaginario, il percorso di transizione ecologia legato al progetto fitfor55 ed alla carbon neutrality salvaguardando anche alcuni settori da quelli legati alla plastica come quello dell’automotive. È necessario definire una politica energetica che ci veda nell’immediato più indipendenti dalla Russia e da altri Paesi prevedendo comunque, nella fase di transizione, l’utilizzo di fonti energetiche derivanti da combustibili fossili, pur investendo su fonti rinnovabili. È necessario valutare secondo criteri di neutralità tecnologica l’energia di tipo nucleare. È giusto ricordare che l’Europa, seconda economia del pianeta, rappresenta solo l’8% delle emissioni del mondo e che oggi economie emergenti stanno basando la loro crescita su combustibili fossili come il carbone inquinando in valore assoluto molto di più. L’Europa deve tutelare la propria economia, la più forte nell’esportazione a livello globale. Di fronte alle sempre più difficili sfide l’Ue deve rispondere senza incertezze, senza divisioni».

FOTO: FOTOLIVE/PAOLO CISI

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