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Lo Sporting Club va all’asta, c’è l’assemblea per il futuro

Il presidente Sarzi ha convocato i soci per il 30: si parlerà anche di scioglimento del centro sportivo

Felice Staboli

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fstaboli@laprovinciacr.it

23 Marzo 2022 - 05:00

Lo Sporting Club va all’asta, c’è l’assemblea per il futuro

CASTELVERDE - Il centro sportivo di Costa Sant’Abramo va all’asta il prossimo giugno e sarà la terza volta. La struttura, alle porte di Cremona ma appartenente al comune di Castelverde, è formata da palestra, bagni, reception, locale archivio, la piscina esterna, spogliatoi tutti con locale bagno, infermeria, sauna con bagno turco, zona relax, locale massaggi, locale doccia solare, tribuna che affaccia su una piscina coperta per adulti e un’altra per bambini, la vasca idromassaggio. E poi il bar, il giardino, i campi da tennis; gli impianti, i servizi. Valore: quasi 5 milioni di euro. Tornerà tutto all’asta, secondo quanto riporta il sito del Tribunale di Cremona, il prossimo 14 giugno. Secondo voci di corridoio, ci sarebbero alcuni cremonesi interessati, è una speranza, ma anche su questo punto il presidente Ennio Sarzi non apre bocca. Si vedrà.


Intanto, per mercoledì 30 marzo alle 18,30 il presidente ha convocato l’assemblea dei soci, con all’ordine del giorno «l’approvazione della situazione patrimoniale e opportuni provvedimenti quali ricapitalizzazione della cooperativa, eventuale accertamento delle cause di scioglimento; eventuale delibera di scioglimento su base volontaria; delibere inerenti e conseguenti». «Non ho nulla da dire per il momento», dice Sarzi, al vertice della cooperativa che gestisce lo Sporting (dove lavorano una decina di dipendenti). Ma intanto nella convocazione si evoca la parola scioglimento e tanto basta a far capire quanto delicato sia il momento.


E così per lo Sporting Club, il centro di Costa Sant’Abramo, nato a metà degli anni ‘90 sulle ceneri dell’ex Costaverde, attraversa un momento difficile, cruciale, forse il più delicato della sua storia. L’attività non si è fermata e, anzi, c’è chi vede in questa procedura il tentativo di trovare un’opportunità per andare avanti e non arrendersi. Il centro va in asta a 3,5 milioni di euro, dunque con un primo ribasso al quale ne seguiranno altri — se non si chiuderà la vendita — ogni volta a scalare del 25%. Agli impianti sportivi va aggiunto anche il bar per altri 450 mila euro, più l’appartamento del custode e il garage, per un totale che supera i 5 milioni ma che, come spesso avviene in questi casi, sarò battuto probabilmente per un valore molto inferiore. Del resto appare questa l’unica opportunità per poter cercare di realizzare una somma compatibile con le necessità finanziarie, venutesi a creare nel corso degli anni, durante i quali i soci da oltre 400 si sono ridotti a molto meno della metà. Che cosa è accaduto? Spesso in questi casi complessi la spiegazione è quella più semplice: i costi di gestione hanno superato le entrate e anno dopo anno il quadro si è reso sempre più insostenibile, nonostante il centro presenti alcuni punti di forza di riconosciuto valore (a partire dalla piscina coperta), al punto che sin dalle sue origini aveva assunto un’etichetta particolare, ovvero veniva classificato come il centro sportivo dei cosiddetti vip. Definizione che, però, ben presto la struttura ha voluto fugare, aprendosi — o cercando i farlo — a tutti i cremonesi che non risultavano iscritti alle varie canottieri o ai centri sportivi tradizionali della città. L’arrivo poi di un albergo aveva completato il quadro, rendendo l’area molto attrattiva.


Ci vorranno probabilmente dei mesi e forse non basterà l’estate perché la partita sia chiusa e la vendita giudiziaria conosca la parola fine. Soprattutto si dovrà capire che cosa ne sarà delle quote versate dai soci e come verrà gestito il futuro. Intano, pur in mezzo a mille difficoltà, il centro cerca di andare avanti e di ritagliarsi uno spazio vitale, grazie anche al livello delle strutture che oggi come ieri restano di ottimo livello.

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