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CREMONA: LA TAVOLA ROTONDA

I garanti del cibo: «Il mondo ha bisogno di noi»

Il mondo dell'agricoltura si è unito in un ampio dibattito sulla tematica della sostenibilità e della "guerra" degli approvvigionamenti alimentari

Andrea Gandolfi

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agandolfi@laprovinciacr.it

18 Marzo 2022 - 19:57

I garanti del cibo: «Il mondo ha bisogno di noi»

CREMONA - «Affrontare l’emergenza che stiamo vivendo significa dare contributi credibili e realistici alla parola sostenibilità: sia essa sociale, economica o ambientale. Allora dobbiamo lottare contro la retorica, ancorandoci saldamente ai fatti e alla scienza; non a visioni ideologiche che non di rado vediamo capovolgersi nello spazio di pochi giorni se messe alla prova con urgenze prima non immaginate». È il messaggio chiaro e forte di Riccardo Crotti, presidente di Confagricoltura Lombardia e della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi: lo ha rilanciato intervenendo questa mattina alla tavola rotonda ‘Allevamenti intensivi e sostenibilità: tra verità e fake news’, tenuta presso il Campus di Santa Monica dell’Università Cattolica. Un appuntamento di alto livello tecnico, organizzato da Confagricoltura Lombardia in collaborazione con la Cattolica e il Politecnico anche grazie alla sponsorizzazione di Ferraroni Mangimi. Un’operazione-verità firmata dai docenti universitari Lorenzo Morelli (Cattolica), Francesca Malpei (Politecnico) e Giuseppe Pulina (presidente del Progetto Carni Sostenibili e titolare della cattedra di zootecnia speciale all’università di Sassari), davanti ad una platea folta di addetti ai lavori e rappresentanti del mondo istituzionale ed associativo. Tra loro, l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti e il vicepresidente Matteo Lasagna.


«Abbiamo fortemente voluto affrontare un tema che sta diventando centrale per la sopravvivenza nel nostro Paese di un settore dell’economia, quello degli allevamenti intensivi, che merita attenzione e considerazione: non solo per i numeri che genera in termini produttivi ed occupazionali, ma anche per i consumatori — ha sottolineato Crotti —. Credo sia evidente a tutti che il pianeta sta affrontando la più grave emergenza alimentare del secolo. Ci troviamo di fronte a tre guerre: quella non ancora vinta con il Covid, il conflitto tra Russia e Ucraina (Crotti ha chiesto un minuto di silenzio per ricordare le vittime dello scontro militare, ndr) e la ‘guerra’ - davvero senza quartiere e planetaria - per gli approvvigionamenti alimentari. Il mondo ha bisogno di cibo, dunque ha bisogno di noi. Ecco perché quella che illustriamo qui non è una difesa corporativa, quanto piuttosto, ancora una volta, la rivendicazione del diritto a compiere al meglio la nostra mission. Facendo chiarezza, dicendo le cose come stanno e aprendo un dialogo più proficuo con i consumatori; nel segno di una verità troppo spesso stravolta da una narrazione mediatica e soprattutto social ben lontana dalla realtà. Noi garantiamo il cibo che non è poi così scontato come si poteva pensare; e lo facciamo con, non contro l’ambiente».


Moderato dal giornalista Sebastiano Barisoni di Radio 24, l’incontro di Santa Monica è stato salutato con parole di apprezzamento dal sindaco Gianluca Galimberti e dal vicepresidente dell’amministrazione provinciale, Giovanni Gagliardi. L’assessore regionale Rolfi ha tra l’altro rivendicato la valenza positiva del modello produttivo tipico della zootecnia lombarda: «È stato proprio il vostro Ernesto Cervi Ciboldi a spiegare quanto sia stretto il rapporto tra allevamenti intensivi e fertilità del suolo». Rimarcando anche «la volatilità d’opinione di chi critica le produzioni agricole solo fin quando gli scaffali sono pieni e le tavole imbandite grazie alle importazioni; salvo poi cambiare radicalmente idea ai primi cenni di crisi».


Nelle sue conclusioni, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha ribadito che «oggi la grande sfida mondiale è quella di garantire per tutti cibo di qualità, sicuro e a prezzi ragionevoli. Un obiettivo che non può essere conseguito penalizzando l’agricoltura, mortificando la scienza e rinunciano ad una visione nazionale ed europea coraggiosa, realistica e di lungo periodo». Quella visione che Confagricoltura ha sempre promosso: «Non di rado da sola e fin da tempi non sospetti. E che adesso in molti riscoprono spinti dall’urgenza dei conti che la Storia prima o poi chiede a tutti. Molte difficoltà di oggi — in termini produttivi, di approvvigionamenti e non solo — sono il frutto di troppo errori politici del passato», ha concluso il leader nazionale dell’Organizzazione di Palazzo della Valle. «Non possiamo correre il rischio che si ripetano».

FOTO: FOTOLIVE/PAOLO CISI

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