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IL COSTO DELLA VITA

Prezzi in salita, a Cremona si spende mille euro in più all'anno

Inflazione al 3,7% e 67esimo posto in classifica, in testa rimane Bolzano con il 6,2%

Mariagrazia Teschi

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mteschi@laprovinciacr.it

25 Febbraio 2022 - 05:20

Prezzi in salita, a Cremona si spende mille euro in più all'anno

CREMONA - Bolzano è la città italiana dove la vita costa di più. Potenza la più risparmiosa. Cremona in fondo all’elenco (67 esimo posto su 80) con un’inflazione al 3,7%, sotto la media nazionale (4,8%). L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita, sulla base dei dati diffusi ieri dall’Istat.


In testa alla classifica delle città più care d’Italia è Bolzano, dove l’inflazione tendenziale di gennaio pari a +6,2%, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 1972 euro, ma che schizza a 2783 euro per una famiglia di 4 componenti. Cremona è al numero 67 della classifica, con un rincaro annuo per la famiglia media di 1017 euro e l’inflazione tendenziale di gennaio pari a +3,7. Dopo Bolzano al secondo posto c’è Piacenza dove il rialzo dei prezzi del 6,6%, il record italiano, determina un incremento di spesa pari a 1763 euro per una famiglia media, 2467 euro per una di 4 persone. A seguire al terzo posto Bologna, dove il +5,8% genera una spesa supplementare pari, rispettivamente, a 1635 euro per una famiglia tipo e a 2255 euro annui per una di 4 componenti. Aosta, in settima posizione quanto a rincari per la famiglia tipo, 1449 euro, sale sul gradino più basso del podio per la famiglia di 4 persone con un aggravio pari a 2394 euro. Avellino, al 33° posto per esborso aggiuntivo, 1224 euro da gennaio 2021 a gennaio 2022, è al 3° per inflazione, +6%. Al quarto posto quanto a inflazione, Trieste e Trento con +5,9%, con una maggior spesa media nei dodici mesi pari a, rispettivamente, 1398 e 1377 euro. La città più virtuosa è Potenza, con una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a «solo» 914 euro su base annua, seguita da Campobasso (918 euro) e, al terzo posto tra le risparmiose, Vercelli, +937 euro. Tra le città lombarde bene Milano, con un'inflazione pari a +3,9%, sotto il 4,8% della media nazionale, e con una spesa aggiuntiva in linea con quella italiana, +1130 contro 1126 euro.


In testa alla classifica delle regioni con più rincari con un’inflazione annua a +5,7%, la Valle d’Aosta che registra a famiglia un aggravio medio pari a 1449 euro su base annua, e che vince la classifica con 2394 euro per una famiglia di 4 persone. Segue il Trentino, dove la crescita dei prezzi del 6% (il record per le regioni) implica un’impennata del costo della vita pari in media a 1626 euro (primato nazionale) e a 2329 euro per una famiglia di 4 componenti. Al terzo posto la Liguria, +5,4%, con un rincaro annuo di 1211 e 1998 euro. All’ottavo posto la Lombardia (+ 4,1) con un rincaro annuo di 1113 per la famiglia media e di 1579 se composta da 4 persone. Le regioni più convenienti: Campania (+4,9%, +982 euro in media), Basilicata (+4,6%, +918 euro) e Sardegna (+5,4% e 1066 euro).


«È da un quarto di secolo, dall'aprile del 1996, che non si registrava un’impennata dei prezzi del 4,8%. La colpa è dei beni energetici, ossia luce, gas e benzina, senza i quali l’inflazione sarebbe pari solo all’1,8% — afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori —. Per questo il Governo deve fare molto di più, sia su luce e gas, spostando in questo trimestre invece che nel prossimo i 2,7 miliardi stanziati per le famiglie nell'ultimo decreto, sia facendo qualcosa per i carburanti, del tutto dimenticati dall’Esecutivo, ma che hanno lo stesso effetto moltiplicativo sull'inflazione dell'energia, quest'ultima incidendo sui costi di produzione, mentre benzina e gasolio sui costi di trasporto di tutti i beni».

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