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SPINO D'ADDA

Fauna ittica, i pescatori spinesi portano in salvo preziose specie autoctone

Siccità: Stefano Zanardelli, Omar Mauri e Pier Bottero hanno organizzato il recupero di centinaia tra ghiozzi, sanguinerole e uselline

La Provincia Redazione

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16 Febbraio 2022 - 05:05

Fauna ittica, i pescatori spinesi portano in salvo preziose specie autoctone

SPINO D’ADDA - I pescatori spinesi in prima linea per salvare la fauna ittica in questo difficile periodo invernale in cui la stragrande maggioranza di rogge e canali del territorio sono in secca. Nei giorni scorsi, Stefano Zanardelli, Omar Mauri e Pier Bottero, hanno organizzato il recupero di centinaia tra ghiozzi, sanguinerole e uselline, queste ultime note anche con il nome dialettale di cagnette, piccoli e piuttosto rari pesci di acqua dolce che popolano i corsi d’acqua del territorio. «Avrebbero fatto una brutta fine, morti per asfissia nelle poche pozze rimaste a causa della perdurante siccità» hanno spiegato i volontari. La pioggia di ieri ha solo parzialmente mitigato il problema di un inverno molto scarso di precipitazioni, ma è comunque servita a dare un sollievo alle specie ittiche sempre più a corto di spazi vitali. Il Comune ha affiancato i pescatori volontari nelle operazioni di recupero dei piccoli pesci poi liberati in canali dove l’acqua è ancora presente.

SPECIE AUTOCTONE IN VIA D'ESTINZIONE

«In questo periodo invernale i fossi sono in secca. Questo è il momento in cui gli agricoltori ripuliscono le rogge preparandole per il periodo estivo – spiega il sindaco Enzo Galbiati –: da anni gli imprenditori del settore denunciano una carenza di acqua dovuta all'abbassamento delle falde per le poche piogge e nevicate in montagna. In passato le rogge che nascono dai fontanili e corsi d'acqua maggiori, anche se in misura ridotta, mantenevano al proprio interno un costante flusso d'acqua, il cosiddetto minimo vitale. Questo negli ultimi anni non accade più e purtroppo diventa un problema per la nostra fauna, specie quella ittica, e della flora delle aree umide dei fontanili. Per fortuna ci sono persone come Zanardelli e gli altri pescatori Mauri e Bottero che si stanno dando da fare per poter portare in salvo preziose specie di pesci autoctone in via di estinzione». Questi e altri tipi di pesci che vivono nelle rogge si radunano nelle pozze d’acqua sotto i ponti. I volontari li recuperano per liberarli nel vicino canale Vacchelli.

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