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CORONAVIRUS. LA SCUOLA

In aula il Covid arretra: positivi in calo del 28%

In diminuzione alunni e classi in quarantena. Meno casi anche fra il personale scolastico

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

03 Febbraio 2022 - 05:20

In aula il Covid arretra: positivi in calo del 28%

CREMONA - Cala il contagio nelle scuole della provincia nell’ultima settimana di gennaio rispetto ai sette giorni precedenti. Secondo i dati diffusi ieri dall’Ats Val Padana sul proprio sito web, nella sezione dedicata ai «Report Covid-19», infatti, i casi positivi fra i soggetti da 0 a 19 anni sono stati complessivamente 1.473 dal 24 al 30 gennaio, il 2,99% della popolazione studentesca. Erano stati 2.064 (il 4,18%) durante la settimana precedente, dal 17 al 23 gennaio e dunque al 30 gennaio erano 591 in meno: un calo del 28,6.

L’arretramento del contagio non è limitato solo agli alunni positivi, ma si estende a tutti gli elementi di valutazione. Diminuiscono, infatti, anche gli studenti in quarantena, passati da 5.072 (il 10,28%) ai 4.118 (8,35%), le classi in quarantena, passate da 334 a 272, il personale scolastico positivo, passato da 59 (0,96%) a 43 (0,7%), e in quarantena: da 140 (2,28%) a 101 (1,65%). Le classi in sorveglianza attiva erano 48 al 30 gennaio, mentre erano 84 nella settimana precedente. E 667 gli alunni in sorveglianza attiva contro i 1.211 rilevati al 23 gennaio. Analizzando la distribuzione dei casi per fascia di età, la proporzione maggiore di positivi si trova nelle scuole d’infanzia (il 4,08%), vengono poi le primarie (3,57%), poi le medie (2,94%) e le superiori (1,88%). Con numeri maggiori, la distribuzione seguiva lo stesso ordine anche nella settimana precedente con il 5,59% di bambini delle scuole d’infanzia contagiati, il 4,74% alle elementari, il 3,59% alle medie e il 3,29% alle superiori.

Il report è a cura degli operatori del Gruppo Scuola nelle varie sedi dell’Ats, coordinati da Laura Rubagotti, referente Covid-19 per le scuole, che effettuano attività di sorveglianza sanitaria in ambito scolastico «attraverso — spiega l’Ats — un confronto continuo con i dirigenti scolastici, i referenti Covid-19, i responsabili del servizio di prevenzione e protezione, i medici competenti della scuola per avviare azioni di tracciamento dei contatti e di ricostruzione della catena del contagio. L’attenzione è rivolta in particolare alla fascia di età scolare, alle famiglie degli alunni e a tutto il personale scolastico, con la finalità di contenere il diffondersi del contagio isolando da subito le classi interessate».

E «nella settimana dal 24 al 30 gennaio — si legge nel report — si sono contati 1196 focolai scolastici attivi (dove per focolaio si intende un cluster di almeno due casi nella stessa classe); 238 di questi hanno avuto il primo caso in questa settimana, mentre i restanti erano già in atto, ma hanno registrato nuovi casi nella settimana in esame. Il focolaio scolastico attivo più numeroso in provincia di Cremona ha coinvolto 15 positivi, mentre quello più numeroso in provincia di Mantova ne ha contati 13».

Il Gruppo coordinato da Rubagotti nota nel report che «questa particolare fase pandemica è caratterizzata anche da contagi e focolai di natura familiare. È possibile, quindi, che la positività di bambini o adolescenti che non hanno avuto contatti a rischio con i compagni di classe — in quanto già in isolamento o in quarantena ‘familiare’ e pertanto assenti dalle lezioni in presenza — non abbia impatto in ambito scolastico e non richieda la segnalazione dei dirigenti scolastici sul Portale Scuole dedicato; in questi casi, il soggetto positivo non registrato sul portale scuole, viene tracciato tramite i flussi dei tamponi sul database regionale della Sorveglianza. Si segnala inoltre che molti studenti, in particolare della scuola secondaria di secondo grado, sono residenti sul nostro territorio ma frequentano istituti scolastici di altre province e per questo motivo non vengono segnalati sul portale dedicato dalle nostre scuole».

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