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Giù dal taxi: sequestro di persona e lesioni colpose gravissime le ipotesi di accusa a carico del tassista

L'episodio nella notte tra la Vigilia e il Natale scorsi. Discussione violenta tra i tre giovani clienti e il conducente del mezzo

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

02 Febbraio 2022 - 15:48

Giù dal taxi: sequestro di persona e lesioni colpose gravissime le ipotesi di accusa a carico del tassista

CREMONA - Si è cacciato nei guai per 20 euro, il costo della corsa che nella notte tra la Vigilia e il Natale scorsi, aveva chiesto ad un ragazzo e alle sue due amiche. Ma i tre non avevano il contante, volevano pagare il tassista con il bancomat. E’ nata una discussione violenta: le giovani, spaventate, hanno aperto il portellone del taxi van e sono scese. Stava uscendo anche Luca, il loro amico, 27 anni, quando il tassista è ripartito a fortissima velocità con il portellone aperto. Luca, seduto dietro, cadrà in strada. Un colpo violentissimo alla testa, il ricovero in ospedale, il coma farmacologico.

LE IPOTESI DI ACCUSA.

Sequestro di persona e lesioni colpose personali gravissime sono le ipotesi di accusa che nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, la Procura ora contesta al tassista, un cremonese di mezza età. L’indagine della Squadra Mobile diretta da Marco Masia e coordinata dal sostituto procuratore Francesco Messina, è scattata immediata quella notte con la telefonata alla polizia fatta dalle amiche. Nel frattempo, Luca è stato dimesso, ma ci vorrà molto tempo perché recuperi. Manca un tassello nel puzzle ricostruito da chi ha indagato. Come è volato fuori dal taxi in corsa il 27enne? Lui stesso si è lanciato? E’ certo che il portellone fosse aperto e che il giovane non avesse la cintura di sicurezza allacciata.

LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI.

Erano circa le 3.30 del mattino. Luca e le amiche hanno appena finito di cenare alla Chiave di Bacco, rinomato ristorante all’interno del Museo del Violino, in piazza Marconi, centro storico. È molto tardi e per non disturbare a casa, i tre ragazzi decidono di pernottare all’hotel B&B, in via Mantova, alla periferia della città. Lo hanno già fatto altre volte. Luca ha la sua auto parcheggiata nei pressi del ristorante. Ha bevuto poco, come hanno poi accertato gli esami tossicologici. Può guidare, ma preferisce chiamare un taxi. Dopo alcune telefonate a vuoto, risponde il tassista ora indagato, che in piazza Marconi carica i tre clienti. Arrivato a destinazione, nasce una discussione su come pagare i 20 euro di corsa. In mancanza di contanti, i giovani propongono di saldare con il bancomat, ma il tassista o non ha il pos o non vuole attivarlo. All’interno del van nasce una discussione, gli animi si scaldano. Una delle ragazze si terrorizza, apre il portellone e scende, seguita dall’amica.

Il tassista si accorge che i tre stanno abbandonando il mezzo e riparte, a velocità sostenuta, con il portellone aperto. E con Luca ancora sopra. Tra i due la lite va avanti. Le amiche, già sentite dagli investigatori, hanno raccontato di aver chiamato Luca più volte. «All’inizio non ha risposto, poi sì, ha detto: ‘Non mi vuole far scendere’». Cinquanta metri dopo, il 27enne è a terra in un lago di sangue. Come ci è finito? E’ uscito dal taxi in corsa, perché anche lui si era era spaventato? Oppure è sceso in quel punto, perché lì c’è lo sportello della Banca Credem e voleva prelevare i soldi, ma è inciampato? Andrà chiarito. Dopo un po’ di tempo, il tassista è ritornato in via Mantova. Luca era a terra. Lo ha soccorso e ad un ragazzo nel frattempo arrivato, ha chiesto di chiamare il 118. Sono arrivate anche le amiche di Luca. Avevano sentito un rumore. Si sono messe a correre. Loro hanno lanciato l’allarme alla polizia. 

CNA-CONFARTIGIANATO: DANNO PER LA CATEGORIA.

A dicembre, «dopo i fatti raccontati dalla stampa», si erano detti «increduli» e avevano «preso le distanze». Ora che il sostituto procuratore, Francesco Messina, ha notificato al tassista l’avviso di conclusione delle indagini effettuate dalla Squadra Mobile, ipotizzando le accuse di sequestro di persona e lesioni personali colpose gravissime, la rappresentanza dei tassisti di Cna-Confartigianato parla di «danno per la categoria inimmaginabile». «E’ una accusa pesantissima a carico del tassista, abbiamo fiducia nella giustizia e auspichiamo che si vada fino in fondo, perché il danno d’immagine per la categoria è incalcolabile», scrivono in una nota. Cna-Confartigianato ribadisce che «i tassisti sono dei professionisti e svolgono con cura e dedizione un servizio pubblico a favore della clientela».

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