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IL QUIRINALE

Le categorie economiche cremonesi: «Grazie presidente, ora affrontiamo i nodi del Paese»

La rielezione di Sergio Mattarella accolta con fiducia dal mondo produttivo che rilancia: «Risolvere le emergenze che rischiano di bloccare la ripresa»

La Provincia Redazione

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31 Gennaio 2022 - 05:30

Le categorie economiche cremonesi: «Grazie presidente, ora affrontiamo i nodi del Paese»

Il presidente Sergio Mattarella e il premier Mario Draghi

CREMONA - «Grazie a quei due»: parafrasando il titolo di una famosa serie tv degli anni Settanta con Roger Moore e Tony Curtis sembra essere questo lo stato d’animo prevalente fra i rappresentanti delle categorie economiche, che accolgono la rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale e la conferma di Mario Draghi a Palazzo Chigi con sollievo unito a un giudizio sferzante sulla capacità mostrata in questo frangente dalla politica e a un richiamo pressante alle questioni più urgenti per le imprese.

IL MONDO PRODUTTIVO.

Per il presidente dell’Associazione Industriali di Cremona, Stefano Allegri, «Mattarella è senz’altro figura prestigiosa e significativa e rappresentativa dell’Italia che vince, come abbiamo sottolineato durante la nostra assemblea generale di novembre. Siamo anche contenti che sia stata confermata una situazione di stabilità che è utile alle imprese e all’Italia intera. Detto questo, la politica dovrà riflettere: non credo infatti che ne sia uscita in maniera brillante. Ora però serve subito un focus sulle emergenze del Paese, in primis la questione energetica».

economia

Stefano Allegri, Massimo Rivoltini, Marcello Parma, Gian Domenico Auricchio

Sulla stessa lunghezza d’onda Massimo Rivoltini, Confartigianato: «Tutti dobbiamo ringraziare Mattarella che per l’ennesima volta ha dimostrato attaccamento al Paese e senso del dovere e responsabilità. L’abbiamo sempre apprezzato per la sua pacatezza anche in momenti complessi. D’altra parte rilevo l’ennesimo fallimento di una politica italiana senza spessore. E questo preoccupa. Ci sarà probabilmente un terremoto nelle alleanze e vedremo come i partiti si riassetteranno. Ma siamo usciti da questa situazione di stallo ed è il momento di mettere la testa ai problemi e alle priorità economiche. In particolare alla questione energetica che è un vero bastone fra le ruote del rilancio dell’economia. E sul fronte pandemia servono regole sicure ed efficaci. Le aziende sono in condizioni difficili: ferme a macchia di leopardo, devono giocare a scacchi per poter trovare i dipendenti e continuare a lavorare. Ci sono poi i fondi del Pnrr da usare bene: cerchiamo di rimettere il treno sui binari il prima possibile. E che marci, finalmente».

Anche secondo Marcello Parma, presidente di Cna Cremona, «la politica non è riuscita a fare fronte comune e a compattarsi intorno al nome di un candidato. E il binomio Mattarelle-Dragi è dunque l’unico in grado di traghettare il Paese fino alle prossime elezioni e di portare avanti in maniera efficace e senza perdite di tempo le istanze raccolte fin qui».

Il commissario della Camera di Commercio di Cremona, Gian Domenico Auricchio, ricorda quanto aveva auspicato nei giorni precedenti alla riunione in seduta comune del Parlamento: «Il mio sogno è che le cose possano restare come sono». «Abbiamo di fronte un anno difficilissimo, pur con qualche spiraglio che si sta aprendo sul fronte della pandemia. Con il Pnrr diventa fondamentale fare le riforme richieste per avere quei denari, che costituiscono un’occasione irripetibile. Mattarella per il tempo che resterà al Quirinale continuerà ad essere un grande presidente, che ha già dimostrato la sua capacità di essere un capo dello Stato con grande pazienza istituzionale ma anche con determinazione e fermezza quando è stato necessario».

«Sul fronte economico — aggiunge Auricchio — le imprese sono state capaci di recuperare con dati importanti. E anche i dati del quarto trimestre, pur in rallentamento, faranno segnare una tenuta. Ma si addensano brutte nubi all’orizzonte: l’incremento dei costi delle materie prime e della bolletta energetica sono problemi che stanno mettendo in ginocchio le imprese. Governo e Regione Lombardia stanno studiando misure e soluzione per alleviarne l’impatto. Le imprese, dal canto loro, hanno tenuto e sono state capaci di fare il loro mestiere, tornando ai livelli pre crisi». Insomma, ora tocca ai decisori politici fare la loro parte.

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Marco Bressanelli, presidente della Libera artigiani di Crema

Per Marco Bressanelli, presidente della Libera artigiani di Crema, la permanenza di Mattarella al Colle è garanzia di stabilità, fattore fondamentale per le imprese. «Il modo in cui è stato rieletto lascia quanto meno perplessi, la politica non ha certo brillato in capacità di concertazione, non sono riusciti a fare sintesi, ruolo che spetta loro, e ciò dispiace» è la premessa di Bressanelli. «Adesso ripartiamo da due certezze – prosegue –: il presidente del consiglio Draghi finirà il mandato e avremo la solidità di due numeri uno nei rispettivi ruoli. Noi abbiamo bisogno di stabilità nel medio periodo, va messo in atto il Piano nazionale di ripresa e resilienza, per stabilizzare l’economia e il suo rilancio, servono norme certe e a lungo termine. I nostri artigiani soffrono tantissimo i continui cambiamenti di regole, a causa dei quali diventa impossibile programmare degli investimenti. Mattarella e Draghi sono un esempio di come ci si mette a disposizione del Paese. Il resto della politica deve imparare da loro, meno protagonismo e più servizio dei cittadini. La ripresa che abbiamo agganciato dobbiamo sostenerla e la stabilità istituzionale e il necessario supporto alla crescita economica».

IL PRESIDENTE RICCARDO CROTTI.

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Il presidente di Confagricoltura Lombardia e della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, Riccardo Crotti

«Esprimo al Presidente Sergio Mattarella i più sinceri auguri per il suo secondo mandato che si apre in una fase molto delicata per il Paese sia sotto il profilo sanitario per la pandemia in corso, sia per le aspettative economiche con le grandi sfide che ci attendono». C’è sollievo e anche urgenza nelle parole del presidente di Confagricoltura Lombardia e della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, Riccardo Crotti: «A Mattarella — prosegue Crotti — è stato chiesto un sacrificio personale nell’interesse del Paese, lo stesso interesse che la politica, invece, non ha saputo interpretare. Come tutto il mondo delle imprese, anche il settore agricolo ha bisogno di stabilità per poter affrontare le sfide della ripresa economica che per noi significano la nuova Pac, il giusto valore per carne e latte e l’emergenza dei costi energetici. In altre parole la sfida della competitività delle nostre imprese in Europa e nel mondo. Aziende che sono chiamate ad essere sempre più sostenibili, ma che lo devono essere sotto tutti i punti di vista, compreso quello economico».

IL COMMERCIO.

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Andrea Badioni, Gaia Fortunati, Berlino Tazza

Il Mattarella bis non stupisce più di tanto i referenti delle associazioni di categoria del commercio. Quel che invece lascia perplessi, per non dire arrabbiati, è il percorso politico che ha portato alla riconferma. Andrea Badioni, presidente di Confcommercio Cremona, commenta: «Cambia poco a livello tecnico, ma credo siano emerse ombre su una classe politica che si è rivelata indecente. E questo, ai blocchi di partenza di un Pnrr che necessita di coesione politica e organizzativa, non è di buon auspicio. Avere impiegato una settimana per fare il presidente della Repubblica non può essere considerato un buon segnale. E quindi sono preoccupato. Credo che a questo punto il Governo vada rivisto, mi auguro che presto il popolo possa tornare a votare per superare questi anni di buio causati da una classe politica incapace. Sono molto duro — continua Badioni — perché oltre ad essere un imprenditore e rappresentante di categoria sono anche un padre di famiglia che non si riconosce più in questa politica. Con esponenti che mi sembra abbiano a cuore tutto tranne che la salute del popolo italiano. Purtroppo non bastano Mattarella e Draghi».

Sulla scelta del nome del presidente, Badioni sottolinea che era fondamentale una figura super partes e a suo parere oltre a Mattarella potevano esserci altri papabili idonei. «Tanto per citarne una — conclude il presidente di Confcommercio —, penso a Marta Cartabia. Il fatto che per uscirne è stato necessario tornare dal ‘papà saggio’ come garanzia, fa capire in che stato sia la politica italiana. Io continuo a vedere imprese e famiglie in difficoltà, anche a causa degli aumenti energetici in primis, e l’insufficienza amministrativa politica in questo difficile periodo non è più accettabile. Noi ci alziamo al mattino intenzionati a fare il meglio possibile e nel minor tempo possibile. La classe politica in questa settimana ha fatto il contrario: ha preso più tempo di quello necessario per poi non cambiare».

Per Gaia Fortunati e Giorgio Bonoli, rispettivamente presidente e direttore di Confesercenti Cremona, la riconferma di Mattarella non rappresenta una grossa sorpresa: «Era nell’aria, tutto molto intuibile. Apparentemente non dovrebbero esserci grosse novità visto che tutti restano al loro posto, ma l’auspicio è che questa nomina sblocchi la situazione. Contiamo su una mandato con scelte più decise e decisive. È vero che ad incidere sull’economia, il commercio e il turismo è il Governo, perché noi ci confrontiamo con Draghi, ma l’ultima parola è del presidente». Fortunati aggiunge: «Spero che con questa nomina si scongelino un po’ di decisioni e che porti a maggiore chiarezza. Ricordo, ad esempio, che dal primo febbraio scatteranno le nuove misure che prevedono il controllo del Green pass negli esercizi. Credo ci sarà un po’ di caos e se le posizioni politico-amministrative non fossero ben chiare, si rischierebbe ancora più caos».

Anche Berlino Tazza, presidente di Asvicom sistema e impresa Cremona, sottolinea la debacle dei partiti. «Hanno avuto sette anni di tempo per preparare il dopo Mattarella, ma i partiti, tutti, al momento di concretizzare le loro visioni, sono naufragati in una impasse che solo l’alto senso istituzionale del Presidente ha permesso di superare, dando nuovamente la propria disponibilità. Come ben ha detto il direttore del quotidiano La Provincia Marco Bencivenga nel suo editoriale, rimangono sul campo le macerie dei movimenti e dei partiti, assieme allo sconcerto degli italiani. A guidare il Presidente della Repubblica nella sua scelta avranno sicuramente avuto un peso fondamentale i numerosi temi aperti di natura sanitaria, economica e di politica estera che attendono il Paese e che dovranno essere affrontati con un esecutivo in sella e guidato da un uomo la cui capacità e credibilità è riconosciuta a livello internazionale».

IL PRESIDENTE DI CONFCOOPERATIVE.

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Il presidente di Confcooperative, Tiziano Fusar Poli

«La rielezione a Presidente della Repubblica di Sergio Mattarella e la conseguente conferma a capo del Governo di Mario Draghi, rappresenta soprattutto in questo frangente storico nazionale ed internazionale, la migliore soluzione possibile». È quanto sottolinea Tiziano Fusar Poli in qualità di presidente di Confcooperative Cremona, aggiungendo: «Tanto migliore da renderla da subito auspicabile e quindi ancor prima che andasse in scena in questi ultimi giorni, una politica che non è stata in grado di mettere al centro il bene dell’Italia e degli italiani, ma ha dato sfogo a giochi di parte, a proposte inopportune e quindi ad un perditempo indecoroso».

«Il Presidente Mattarella — prosegue Fusar Poli — per capacità, senso delle istituzioni, garanzia di equilibrio e di autorevolezza internazionale, rappresenta una certezza per ogni italiano e la riaffermazione del valore di una Repubblica come la nostra. Questa scelta inoltre permette la prosecuzione del governo Draghi e quindi la continuità di un’azione utile al Paese e che può rappresentare un’ulteriore spinta per la crescita civile, per lo sviluppo e la risoluzione di tanti problemi aperti. La sofferta, ma autorevole rielezione di Mattarella torna immediatamente a dare stabilità e credibilità al nostro Paese in un momento in cui anche sulla scena internazionale c’è bisogno di un contributo di un’Italia credibile e propositiva. Per le imprese, per le cooperative e per chiunque operi in ambito economico, la stabilità e la fiducia verso le istituzioni sono un presupposto fondamentale per orientarsi agli investimenti ed avere uno sguardo ottimistico verso il futuro».

(interviste raccolte da Stefano Sagrestano, Massimo Schettino)

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