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IL PUNTO DEL DIRETTORE

Quirinale: tanti dubbi e un super "incentivo"

La rinuncia, il favorito, l’outsider: un nome a sorpresa potrebbe sparigliare le carte e fare ricco chi avrà scommesso sul candidato giusto

Marco Bencivenga

Email:

mbencivenga@laprovinciacr.it

23 Gennaio 2022 - 05:00

Quirinale: tanti dubbi e un super "incentivo"

A partire da domani 1.009 grandi elettori (630 deputati, 315 senatori, 6 senatori a vita e 58 rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome) entreranno in conclave a Roma per scegliere il nuovo Presidente della Repubblica. A differenza dei cardinali chiamati a scegliere un nuovo Papa, i politici non potranno contare su alcuna ispirazione divina (ed è un peccato, perché stavolta più che mai per trovare il nome giusto potrebbe servire un miracolo…) e non saranno rinchiusi in un salone con la porta chiusa a doppia mandata. Al contrario, il Parlamento sarà aperto a tutti gli aventi diritto: è stata addirittura prevista la possibilità di votare senza scendere dall’auto per i “positivi” in quarantena che, altrimenti, sarebbero stati esclusi dai giochi.

Il seggio “drive in” impedirà che l’effetto Covid possa condizionare la scelta del nuovo presidente, disinnescando ogni possibile polemica sul diritto al voto e le regole della democrazia. Tutto è pronto e ben organizzato, dunque. Manca solo… un vero candidato. Mesi di confronti, scontri, trattative, proposte, autocandidature e veti incrociati non sono bastati per dare una

Tutto è pronto e ben organizzato. Manca solo… un vero candidato

risposta al quesito base: chi sarà il successore di Sergio Mattarella? Al momento non c’è alcun presidente in pectore. Poteva esserlo Mario Draghi, ma i partiti non sono riusciti a fugare il grande dubbio: meglio mandarlo al Quirinale, blindandolo per sette anni, ma in una posizione quasi di rappresentanza, o lasciarlo a Palazzo Chigi, senza però alcuna garanzia sul futuro, considerando il fatto che proprio l’esito del voto presidenziale potrebbe mandare in frantumi l’attuale, anomala, maggioranza di Governo?

Mai in passato le partite del Quirinale e di Palazzo Chigi sono state così intrecciate: scambi e accordi, naturalmente, ci sono sempre stati (se tu scegli il presidente della Repubblica, a me spetta il premier, o viceversa…), ma le compensazioni avvenivano fra alleati, nel perimetro di una coalizione. Stavolta, invece, si gioca a tutto campo: il Governo di emergenza che

L’istinto di sopravvivenza non sarà la più nobile delle motivazioni, ma è un bell’incentivo a trovare un’intesa già nelle prime tre votazioni

sostiene Draghi (dentro tutti, da Leu alla Lega, fuori solo Fratelli d’Italia e qualche gruppo minore) rappresenta un’evidente complicazione. Trovare un nome che metta d’accordo tutti - soprattutto, che consenta a ogni parte in causa di cantare vittoria, “intestandosi” il nuovo Presidente, o quantomeno di salvare l’onore - è difficilissimo. In compenso, un fattore positivo c’è, sull’altro piatto della bilancia pesa un inedito fattore di stabilità: tutti i parlamentari sanno che, in mancanza di un accordo bipartisan, il nuovo Presidente in tempi brevi potrebbe essere costretto a sciogliere le Camere e indire nuove elezioni. E in questo caso gran parte di loro non sarà rieletta. L’istinto di sopravvivenza non sarà la più nobile delle motivazioni, ma è un bell’incentivo a trovare un’intesa già nelle prime tre votazioni, quelle che richiedono un maggioranza qualificata (i due terzi dei voti) per incoronare un candidato condiviso. Da giovedì basterà invece la maggioranza assoluta: l’obiettivo sarà decisamente più facile da raggiungere, ma l’elezione di un presidente di parte avrebbe conseguenze politiche che è facile immaginare.

Fra i nomi in campo - al netto di Mario Draghi e di Silvio Berlusconi, che ieri ha sciolto la riserva ufficializzando un sofferto passo indietro - spiccano sei uomini (Amato, Casini, Frattini, Pera, Gentiloni, Tremonti) e altrettante donne (Casellati,

Un nome a sorpresa potrebbe sparigliare le carte

Cartabia, Moratti, Severino, Bindi e l’outsider dell’ultima ora Belloni). Il tredicesimo Presidente della Repubblica Italiana dovrebbe uscire da questa rosa, ma non sono esclusi colpi di scena. I rumors provenienti dal Palazzo annunciano una crescente ostilità dei partiti nei confronti di Draghi, che secondo gli ultimi sondaggi gode invece del sostegno della maggioranza degli italiani ed è il favorito dei bookmakers inglesi davanti a Casellati e Cartabia. Un nome a sorpresa potrebbe sparigliare le carte e… fare ricco chi avrà scommesso sul candidato giusto.

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