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CORONAVIRUS. LA PREVENZIONE

Omicron: il vaccino non protegge dal contagio

Lo studio sulla quarta dose partito da Israele: “Non fornisce protezione sufficiente contro la diffusione del virus”

La Provincia Redazione

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19 Gennaio 2022 - 14:35

Omicron: il vaccino non protegge dal contagio

TEL AVIV - Israele è oramai diventato il baluardo della lotta contro il Covid-19. Si tratta del primo Paese ad aver raggiunto la somministrazione di massa della quarta dose di vaccino. Nonostante ciò anche Israele registra un gran numero di casi di infezione da variante Omicron, e per questo motivo è stato condotto uno studio su un campione di 270 persone per testare l’efficacia del vaccino contro questa variante. I primi risultati sono già arrivati.

UN MALATO PUO' INFETTARE 10 PERSONE.

Che si tratti di Pfizer o Moderna, il vaccino somministrato non fornisce un'alta protezione contro questa variante. Se con la forma originale del virus e con la variante Delta il vaccino aveva dimostrato un’ottima efficacia, con Omicron la situazione pare diversa. Le differenze di questa variante con le varianti precedenti la rendono in tutto e per tutto un nuovo virus, che tra l’altro, a detta del virologo Roberto Burioni, è uno dei più contagiosi sulla faccia della Terra, dal momento che un malato può infettare più di 10 persone. Per fare un paragone, con il virus del 2020 un malato ne infettava 2.

È anche vero, però che questa variante sembra manifestarsi in forme molto più tollerabili rispetto alle precedenti, classificandosi come una variante potenzialmente endemica. Gran parte di questa presunta “debolezza” del virus è senza dubbio imputabile al funzionamento dei vaccini, che quantomeno danno un’ottima protezione contro le forme gravi della malattia.

DIFESA PARZIALE DALLA QUARTA DOSE.

Gili Regev-Yochay, direttrice dell’unità operativa di malattie infettive dello Sheba Medical Center di Tel Aviv, commenta: “Malgrado la crescita del livello di anticorpi, la quarta dose offre solo una difesa parziale contro il virus. Abbiamo visto molte persone infettate da Omicron dopo la quarta dose”.

La ricerca, a detta della scienziata, è ancora in fase preliminare, perciò i risultati non sono ancora stati diffusi. Lo studio è stato fatto su 150 persone che hanno ricevuto 4 dosi di Pfizer e 120 che hanno ricevuto 3 dosi di Pfizer e una di Moderna e, per adesso, i risultati appaiono molto simili. Il livello di anticorpi presenti nei soggetti studiati era già alto dopo la terza dose e la quarta ne ha determinato solo una leggera crescita. Per questo motivo è probabilmente una buona idea, secondo la dottoressa Regev-Yochay, somministrare la quarta dose solo ai soggetti ad alto rischio, come le persone più anziane.

La risoluzione di questa situazione pandemica sembra ancora lontana dall’essere raggiunta. Il direttore generale del ministero della salute israeliano Nachman Ash ha commentato: “Avremo ancora due o tre settimane difficili, dopo di che avremo un calo dei casi”.

(con la collaborazione di Riccardo Rossi)

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