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L'INTERVISTA

Il questore Sinigaglia in redazione: "I miei primi 7 giorni a Cremona"

"Intensificare la presenza sul territorio in maniera coordinata con Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizie locali"

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

17 Gennaio 2022 - 15:42

Il questore Sinigaglia in redazione: "I miei primi 7 giorni a Cremona"

Il questore di Cremona Michele Sinigaglia

CREMONA - Nei suoi primi sette giorni da questore, "tutti mi hanno detto: ‘Si troverà bene, perché questa è una provincia tranquilla’. Al che, io mi sono cominciato a preoccupare, perché temo la tranquillità. Intanto perché sulla tranquillità ci si può un po’ rilassare e, invece, le nostre strutture devono essere sempre reattive, devono essere in grado di reagire, di dare risposte in tempi rapidi". Michele Sinigaglia, classe 1965, natali a Barletta (Bari), quasi tutta la carriera a Milano, gli ultimi tre anni ha guidato la Questura di Monza e della Brianza.

Signor Questore, a Cremona sono molti i reati di spaccio di droga

"Purtroppo esiste un fenomeno che scorre sotto traccia che è il traffico di sostanze stupefacenti. Traffico che riguarda trasversalmente tutto il nostro Paese e non solo. E l’Italia in questo fenomeno internazionale che è il narcotraffico, gioca ancora un ruolo da protagonista. In Italia non esiste territorio che non sia attraversato da questo fenomeno criminale e, di conseguenza, da tutto l’indotto criminale che il fenomeno genera. Dove c’è una elevata domanda, ahimè non ci sono pandemia e crisi economica che tengano, la domanda di stupefacenti è costantemente in crescita, esiste una organizzazione altrettanto pronta nell’offrire quello che il consumatore di sostanze stupefacenti richiede. Questo è un minimo comune denominatore criminale che caratterizza tutte le realtà. In alcuni casi, lo spaccio diventa sfacciato. Bande criminali si impadroniscono di pezzi del territorio, piazze, zone, e lo spaccio lì diventa percepibile anche dal comune cittadino che transita, che magari assiste ad uno scambio".

A Cremona?

"Quello che mi dicono è che, in realtà, qui a Cremona così sfacciato non è. Comunque quello è un mondo che esiste. Non mi meraviglierebbe il contrario se esistesse anche qui".

Furti in abitazione, truffe ai danni degli anziani, la criminalità predatoria in generale

"Sortiscono un effetto che è enorme. Al di là degli standard di sicurezza di un territorio, delle statistiche sui reati denunciati, basta che una persona subisca un furto in abitazione, che l’effetto moltiplicatore dell’insicurezza".

È l’insicurezza percepita. Come fare per evitarlo?

"Cercare di intensificare la presenza sul territorio. La Polizia in generale, le Forze di Polizia in maniera coordinata con i carabinieri, la Guardia di Finanza ed anche con le polizie locali che secondo me hanno un ruolo, devono essere presenti in maniera intelligente, coordinata, sinergica. Farsi vedere, essere percepibili. Poi, è chiaro, dove non arriva la prevenzione, gli apparati investigativi devono essere pronti a dare risposte in tempi rapidi. La videosorveglianza sicuramente aiuta. Lo vediamo in tutte le cronache. Gran parte delle indagini si basa sulla rete di videosorveglianza, pubblica o privata che sia, oltre che su tutta una serie di accertamenti tecnici che attengono al traffico telefonico".

L'INTERVISTA COMPLETA SU "LA PROVINCIA" IN EDICOLA MARTEDÌ 18 GENNAIO

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