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RIPALTA CREMASCA

Il campanile di San Cristoforo Martire rimesso a nuovo

Era rimasto danneggiato durante un nubifragio nell'agosto 2019: inaugurazione con il vescovo Gianotti

Dario Dolci

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redazione@laprovinciacr.it

16 Gennaio 2022 - 15:00

Il campanile di San Cristoforo Martire rimesso a nuovo

Il vescovo Daniele Gianotti con i tecnici e le maestranze che hanno partecipato al restauro

RIPALTA CREMASCA - «Il suono delle campane si intreccia da secoli con la vita del popolo di Dio. Scandisce gli eventi lieti e tristi della comunità». Ha commentato così, il vescovo Daniele Gianotti, il ritorno al suo vecchio splendore del campanile della chiesa parrocchiale di San Cristoforo Martire, rimesso a nuovo, dopo i danni causati due anni e mezzo fa dal maltempo.

Dopo il termine dei lavori di restauro, l’inaugurazione con benedizione finale è avvenuta questa mattina nel corso di una messa celebrata dallo stesso vescovo insieme al parroco don Franco Crotti.

Alla cerimonia erano presenti il Soprintendente Gabriele Barucca e l’architetto Alessandra Chiapparini della Soprintendenza di Mantova, il sindaco Aries Bonazza, oltre all'architetto cremasco Magda Franzoni che ha curato il restauro e a tutti i tecnici e le maestranze che hanno contribuito all’opera.

I lavori di restauro erano iniziati ad aprile dello scorso anno. Si è intervenuti sul campanile, mutilato da un nubifragio, e dei prospetti sud e nord. L’intervento edilizio è stato autorizzato dalla Soprintendenza archeologica Belle Arti e paesaggio di Cremona-Lodi -Mantova su progetto dell’architetto Franzoni, direttrice dei lavori.

Il campanile era stato privato della parte terminale della cuspide durante il fortunale del 12 agosto 2019. La caduta del pinnacolo aveva provocato numerosi danni alla copertura, in particolare alla falda sud, ai cornicioni, ai tre orologi, al parafulmine e al sistema di allontanamento volatili.

IL PROGETTO DI RESTAURO CONSERVATIVO.

Il progetto conservativo realizzato ha compreso anche la manutenzione dei prospetti sud e nord della chiesa, che si presentano in cattivo stato di conservazione. Il progetto ha avuto come obiettivo il restauro strutturale e la conservazione di parti fondamentali della fabbrica.

I lavori di manutenzione sono stati eseguiti in due stralci funzionali. Il primo ha compreso il consolidamento strutturale e il risarcimento della cuspide del campanile con recupero delle parti ancora riutilizzabili, croce e decorazioni, conservate dopo l’evento calamitoso. Il secondo stralcio ha previsto invece il restauro conservativo delle pareti laterali della navata, degli infissi in legno delle finestrature del secondo livello e dei portoni degli ingressi laterali della parrocchiale.

A don Crotti sono toccati i ringraziamenti finali: «A nostro Signore, che ha risparmiato le persone dall’evento calamitoso, al nostro vescovo per i contributi che ci ha fatto avere attraverso la Cei, ai tecnici Magda Franzoni e Massimo Bacchetta, all’amministrazione comunale e a tutti coloro che hanno lavorato al cantiere».

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