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Covid, Green pass anche se è positivo: falla telematica

All’Ats Val Padana il ragazzino risultava già registrato tra i «positivi», ma a Roma qualcosa non ha funzionato

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

28 Dicembre 2021 - 20:01

Green pass anche se è positivo, falla telematica

CREMONA - Il tampone rapido è positivo. Ma per il ministero della Salute, il ragazzino è negativo. Tanto che un minuto dopo il risultato del test, sul telefonino della madre arriva l’sms per scaricare il Green pass valido per 48 ore. «Com’è possibile?». Mamma Michela se lo chiede dalla Vigilia di Natale, giorno del tampone e del certificato verde. E, da allora, di continue telefonate al numero 1500 attivato dal ministero della Salute «per ricevere informazioni e assistenza sulla certificazione verde Covid-19», è scritto sul sito. Inutile. «Tutti gli operatori sono occupati, la preghiamo di restare in linea per non perdere la priorità acquisita».

Dalla Vigilia di Natale, il figlio vive isolato, in camera da letto, mamma e papà sono in quarantena, la vacanza in montagna è saltata all’ultimo.

E’ andata così. Partenza il 24 dicembre per l’Aprica in compagnia di amici con la figlia. «Sosta alla farmacia Bandera di Vescovato per il tampone rapido ai nostri figli». Alle 12.16 il verdetto. «Mio figlio è risultato positivo, la figlia dei nostri amici negativa». Gli amici hanno proseguito il viaggio, «Noi siamo tornati a Cremona».

A CASA LA SORPRESA DALLO SMARTPHONE.

«C’era il messaggio del ministero della Salute mandato un minuto dopo l’esito del tampone. Era il Green pass per mio figlio risultato negativo». Carta verde valida per 48 ore, «il tempo delle nostre vacanze. Saremmo rientrati il 26». 

Il nostro sarà un caso isolato? Noi siamo coscienziosi, ma c’è chi potrebbe approfittarne

Un caso di omonimia? No. Un errore, un pasticcio? Sì. Sul certificato verde, alla voce «centro o struttura in cui è stato eseguito il test», è scritto: «Bandera snc». Nessun equivoco. All’Ats Val Padana il ragazzino risultava già registrato tra i «positivi». In questi giorni di caos per il boom di contagi, fra tamponi e tracciamenti, Ats ha chiamato Michela e marito per il contact tracing. Se, dunque, a Cremona tutto ha funzionato, a Roma no.

«Il nostro sarà un caso isolato? — rilancia Michela -. Noi siamo coscienziosi, ma c’è chi potrebbe approfittarne. E se fossimo partiti? Se ci avessero controllato e accusato di esibire un Green pass falso».

Mamma e papà resteranno in quarantena fino al 31 dicembre, quando faranno il tampone in una farmacia della città. «Siamo riusciti a prenotarlo, ma non era scontato: le farmacie sono sold out».

Il figlio asintomatico positivo per il test, negativo per il ministero della Salute, effettuerà il molecolare il 3 gennaio. Intanto, si consola con il Lego, «la sua passione».

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