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LANCIO DA CAPE CANAVERAL

Cremona nello spazio con il nano-satellite Pilot-1

Dalla telemedicina alla Smart city: rimarrà in missione tre anni così da migliorare la tecnologia misurando l’usura nello spazio

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

24 Dicembre 2021 - 05:25

Cremona nello spazio con  il nano-satellite Pilot-1

CREMONA - Grazie allo scienziato 28enne Alessandro Fanni, Cremona è pronta ad andare nello spazio per sviluppare applicazioni d’uso quotidiano in vari campi: dalla telemedicina alla Smart city. Il nano-satellite Pilot-1, che sarà lanciato a circa 700 chilometri dalla Terra il prossimo 10 gennaio dalla base di Cape Canaveral in Florida, è stato infatti progettato e realizzato da CShark, start up che ha sedi operative a Piacenza, Cagliari e appunto Cremona, in via Dante 121. E il cremonese Fanni ne è il chief executive officer. Il progetto è stato presentato nei giorni scorsi presso Confindustria Piacenza, insieme ai rappresentanti di Associazione Asimof, Microchip e Istituto nazionale di fisica nucleare. A spiegare in cosa consiste e come è nato Pilot-1 è proprio il cremonese Fanni, con una premessa: fa e farà di tutto per mantenere l’italianità dell’idea brevettata. In un periodo in cui non si fa che parlare di ‘fuga di cervelli’, dunque, c’è chi difende orgogliosamente la dimensione nazionale e provinciale. Tutto è partito nel 2018, con l’invenzione di un metalinguaggio programmabile, l’intelligenza artificiale Pongo, che ha vinto il premio Milano Finanza 2019 e che permette di realizzare applicazioni Smart City, Smart Farming, Smart Energy, Smart Landing, Security, Healthcare, Smart Building e molto altro.

«La start-up che ho aperto ha fatto un ‘per 2’ ogni anno e grazie a Pongo quest’anno chiudiamo addirittura con un ‘per 3’ abbondante – spiega Fanni –. Dopo avere fatto un programma così versatile mi sono detto: ‘Come facciamo a connetterci potenzialmente a tutti i sistemi elettronici?’. E così nasce Pilot-1: la tecnologia è infatti utilizzabile anche a terra, solo che in certi luoghi non arriva perché le antenne sono limitate, mentre dallo spazio è tutto più raggiungibile. Ci siamo informati su come poter concretizzare tale idea ed è stato tutt’altro che facile». Fanni ha miniaturizzato un piccolo computer che consuma solo 3 watt, con la tecnologia sviluppata a terra. L’ha integrato con una fotocamera che possa permettere anche foto e video dall’alto e una volta ottenuti tutti i permessi e le licenze necessari, ha pensato a come mandarlo nello spazio. Avverrà tramite il razzo vettore Falcon-9 di Space-X. Il Pilot-1 sarà soltanto il primo di una serie di altri nano-satelliti che saranno messi in orbita per costituire in breve tempo una vera e propria costellazione. «Il nome tecnico è nano-pico-cella satellitare, le dimensioni sono 5 per 10 centimetri – continua –. Sono stati eseguiti tutti i test, vibrazionali e di resistenza alle radiazioni, dunque, incrociando le dita, tutto dovrebbe andare bene. A causa della pandemia il lancio è slittato più volte, ora aspetto con ansia il 10 gennaio. Pilot-1 rimarrà in missione tre anni e questo mi darà modo, nel frattempo, di migliorare la tecnologia misurando l’usura nello spazio».



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