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IL CONTAGIO ACCELERA

Capodanno in zona gialla, la Lombardia è in bilico

E cresce l'allerta per i casi di Omicron: il Governo pensa a mascherine all’aperto e tamponi nei luoghi affollati

La Provincia Redazione

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19 Dicembre 2021 - 17:26

Capodanno in zona gialla, la Lombardia è in bilico

CREMONA - I numeri del contagio da Coronavirus in Lombardia sono in netta crescita: la regione si avvia a lasciare la zona bianca e forse si tingerà di giallo già dalla prossima settimana, quella tra Natale e Capodanno. Cresce l'allerta per i casi di Omicron: su 84 contagi registrati in Italia, 33 sono in Lombardia. In valore assoluto i numeri restano bassi, ma a preoccupare è l'accelerazione della diffusione della nuova variante che entro fine anno potrebbe raggiungere il 20%. Le cifre rilevate a livello nazionale fanno presagire la necessità di nuovi provvedimenti entro la fine dell’anno.

RIFLETTORI PUNTATI SU OMICRON

Una cabina di regia a Palazzo Chigi presieduta dal premier Mario Draghi e un Cdm, entrambi previsti il prossimo 23 dicembre, all’antivigilia di Natale, per fronteggiare con nuove misure l’avanzata di Omicron anche in Italia. Il Governo lavora alla riduzione dei tempi di durata del Green pass a cinque mesi, l’obbligo delle mascherine all’aperto anche in zona bianca e tamponi nei luoghi affollati, come le discoteche. Sul tavolo però, se i numeri sulla variante dovessero rivelarsi più preoccupanti del previsto, ci sono anche le ipotesi sull'estensione dell’obbligo vaccinale ad altre categorie lavorative come quelle a contatto con il pubblico (si pensa in particolare alla pubblica amministrazione) oppure l'estensione del certificato verde in versione rafforzata negli stessi ambiti. Tutto è legato ai risultati della nuova indagine su Omicron, che arriveranno da una 'flash survey' fissata per lunedì prossimo, sottoponendo a sequenziamento un numero di campioni statisticamente significativo raccolti in 24 ore. 

 

IL NORD PIÙ COLPITO

«Attualmente l’epidemia di Covid in Italia è meno forte al Sud e più forte al Nord, per contatti di confine con Paesi gravemente colpiti. Non abbiamo in questo momento dati di una ripartenza epidemica dovuta a Omicron in particolare, ma dobbiamo sequenziare di più»: lo ha detto il direttore dell’Osservatorio epidemiologico sul Covid dell’Università di Trento, Roberto Battiston, alla trasmissione 'Mezz'ora in più'.

L'INCOGNITA DELLA COPERTURA

E Guido Rasi, consulente scientifico del commissario straordinario per l'emergenza Covid Figliuolo, ha dichiarato. «Le prime osservazioni che ci arrivano dall’Imperial College di Londra ci dicono che due dosi di vaccino rendono al 20-50% di protezione per la forma di malattia sintomatica da Omicron mentre le tre dosi proteggono dal 50 al 70% per le forme sintomatiche ma ancora non è chiara quale sarà la protezione dall’infezione». Oggi, ha aggiunto, «il green pass ha dunque la validità che sappiamo, ma tra un mese potrebbe essere ripensato. Se la Omicron buca il vaccino significa che è completamente un altro virus. Adesso questo green pass ha un senso ma con un’altra variante completamente diversa le cose possono cambiare».

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