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CASALMAGGIORE

«Per i disabili servono più aiuti», lettera a Mattarella

Francesca Isidori, guardia ecologica: «Mettiamoli in condizioni di spostarsi senza pericoli»

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

29 Novembre 2021 - 05:15

«Per i disabili servono più aiuti», lettera a Mattarella

CASALMAGGIORE - Un appello a favore delle persone disabili. È quanto ha fatto Francesca Isidori, guardia ecologica volontaria, da sempre impegnata per i diritti dei cittadini, indirizzando una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a tutte le autorità locali, provinciali, regionali per richiamare l’attenzione sui problemi che angustiano la vita di tante persone con difficoltà fisiche. 

Non si può più andare avanti così perché si permette ai fragili di rischiare la propria incolumità. La vita di anziani, disabili, persone fragili, non conta più niente?

Francesca Isidori cita anzitutto l’intervento fatto dal capo dello Stato in occasione della Giornata internazionale del disabile e evidenzia che «l’inclusione dei disabili, delle persone fragili, degli anziani e dei bambini va vista nella possibilità di fruire delle nostre città. Purtroppo non sta avvenendo in quanto è impossibile usare i marciapiedi. Questo crea problemi sia ai disabili non vedenti, con deambulazione precaria che usano un girello o con carrozzina. Se sono soli hanno anche la difficoltà ad accedere a negozi, farmacie o bar per poter bere un caffè e sentirsi dire un buongiorno con un sorriso. Per molti amministratori e forze dell’ordine questo non è un problema e girano la testa da un’altra parte, quando vedono queste infrazioni, senza far rispettare il codice della strada».

CIRCOLAZIONE PEDONALE. La cittadina casalese richiama tutti alle proprie responsabilità e sostiene che «non si può più andare avanti così perché si permette ai fragili di rischiare la vita» e si chiede: «La vita di anziani, disabili, persone fragili, non conta più niente?». Sottolinea poi che secondo la legge 94 del 15 luglio 2009 «non è possibile mettere fioriere, vasi o paletti sul suolo pubblico (marciapiede) se non vi sono almeno due metri per la circolazione pedonale e delle persone con limitata o impedita capacità motoria. Il Codice della Strada vieta poi di parcheggiare sui marciapiedi e vieta anche la sosta e la fermata in corrispondenza di scivoli o raccordi tra i marciapiedi. Il divieto dipende dal fatto che il marciapiede, come da definizione, è un tratto di strada esclusivamente per i pedoni per cui ogni sosta di un veicolo rappresenterebbe un intralcio alla comoda e tranquilla andatura del pedone».

Cita il divieto di circolare sui marciapiedi per i monopattini, sottolinea che «la precedenza va data non solo a chi sta attraversando la strada, ma anche a chi si appresta a farlo e che è vietata la sosta e la fermata in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi. La regola, dunque, è che sul marciapiede non è possibile parcheggiare. Secondo il codice della strada, in caso di fermata o di sosta, anche in assenza di marciapiede, il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, lasciando uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro. Nel mio comune tutto questo viene disatteso e da anni non viene tutelato il pedone. Egregio presidente Mattarella - conclude il suo appello lsidori -, ci aiuti a tutelare i diritti di chi può solo accedere ai marciapiedi». 

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