Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

ASSISTENZA AGLI ANZIANI

Viadana, centro diurno chiuso: famiglie in difficoltà

Interrogazione della consigliera Alberini sulla situazione alla casa di riposo Grassi: «Nei Comuni vicini l’attività del servizio è già ripresa, ora occorre intervenire anche da noi»

Nicola Barili

Email:

redazione@laprovinciacr.it

28 Novembre 2021 - 05:05

Viadana, centro diurno chiuso: famiglie in difficoltà

VIADANA - «Perché all’Istituto geriatrico Grassi, gestito dall’omonima Fondazione, non è ancora ripreso il Centro diurno e quali azioni pensa di mettere in atto il Comune per riattivare il servizio?»: lo chiede il capogruppo di Viadana Democratica Roberta Alberini, prima firmataria di un’interrogazione siglata anche dai colleghi di minoranza Fabrizia Zaffanella e Benedetta Boni di Io Cambio e Adriano Saccani di Uniti per Viadana.

«La realtà del Centro diurno andrebbe ripristinata il prima possibile, costituisce un servizio importante per le famiglie e ha sempre avuto un riscontro positivo per i partecipanti», sostengono i consiglieri, che nell’interrogazione riconoscono le difficoltà che la casa di riposo ha attraversato a causa dell’emergenza sanitaria.

«C’è stata un’indubbia ricaduta sulla gestione dei servizi erogati e la diminuzione del turnover sui posti letto ha generato una sensibile riduzione delle entrate. Tale emergenza economica è stata affrontata dal Comune con un contributo pubblico di circa 80 mila euro, che ha permesso un aumento contenuto delle rette. Ma durante l’anno 2021 la situazione epidemiologica, sanitaria e di difficoltà finanziaria del geriatrico è di gran lunga migliorata, anche per l’effetto positivo derivante dalle vaccinazioni somministrate al personale dipendente e agli ospiti. Inoltre nella case di riposo dei Comuni limitrofi l’attività dei servizi diurni è già ripresa».

I consiglieri fanno presente che tra le motivazioni che vengono fornite agli utenti che si rivolgono alla geriatrico per richiedere delucidazioni in merito alla sospensione del Centro diurno, vi sono ragioni legate al fatto che gli spazia a disposizione sono attualmente utilizzati per le visite tra gli ospiti e i loro parenti.

LE DOMANDE AL COMUNE. «Ma la casa di riposo potrebbe utilizzare altre aree per garantire le visite con un certo distanziamento, come la hall e la sala polivalente». A questo punto, i firmatari dell’interrogazione sottolineano che la Fondazione Grassi può considerarsi a tutti gli effetti un organismo che agisce sotto il controllo del Comune, in quanto tutti i componenti del Cda sono nominati dal sindaco e chiedono al primo cittadino Nicola Cavatorta: «Quali azioni pensa di mettere in atto il Comune per attivare nuovamente il Centro diurno? Quando le famiglie potranno ricominciare a usufruirne? Quanti dipendenti del geriatrico, tra infermieri e personale Oss, hanno rassegnato le dimissioni nell’ultimo biennio? La Fondazione si è già mobilitata per l’assunzione di personale che sia in grado di dare forza e lungimiranza ai servizi erogati?».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400