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MANIFESTAZIONE A MILANO

Sindacati in piazza uniti contro la Finanziaria: più attenzione ai giovani e alle donne

Delegazioni di Cgil, Cisl e Uil di Cremona presenti in forze all’Arco della Pace. «Il Governo deve cambiare rotta su pensioni, politiche giovanili e solidarietà sociale»

La Provincia Redazione

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27 Novembre 2021 - 16:34

Sindacati in piazza uniti contro la Finanziaria: più attenzione ai giovani e alle donne

CREMONA - Milano invasa da migliaia di persone che chiedono di cambiare la Legge Finanziaria. Ha fatto centro la mobilitazione indetta all’Arco della Pace da Cgil, Cisl e Uil della Lombardia, tappa collettiva di un percorso cominciato nazionale con assemblee nei posti di lavoro e iniziative territoriali. «Siamo circa 200 della Cgil di Cremona, arrivati in pullman, in treno e in macchina - ha detto il segretario generale Marco Pedretti -. Siamo qui per chiedere un fisco giusto che aumenti il netto in busta paga a lavoratori e pensionati; una legge sulla non autosufficienza con adeguati livelli di assistenza; un sistema pensionistico che introduca elementi di solidarietà per giovani e donne e una flessibilità in uscita a 62 anni o per chi ha 41 di contributi; politiche industriali e di sviluppo che investano in innovazione e sostenibilità; un occupazione più stabile e con salari più alti; una riforma degli ammortizzatori sociali universalistica».

MOBILITAZIONE IN TUTTO IL PAESE. «La mobilitazione - spiega il segretario generale di Cisl - Asse del Po, Dino Perboni - sta coinvolgendo tutto il Paese. Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo di cambiare la manovra finanziaria: fisco, lavoro, sviluppo, pensioni, sociale i grandi temi al centro della mobilitazione. Oggi siamo scesi in piazza per rimettere il lavoro al centro. Bisogna dare risposte investendo nella qualità del lavoro e negli ammortizzatori sociali. Il punto di vista del lavoro deve tornare a pesare sulle decisioni del Governo. All’esecutivo e al Parlamento diciamo: facciamo a capirci, la pensione è un diritto, non un privilegio. Noi non caschiamo nella demagogia di chi vuol mettere i padri contro i figli, assicuriamo invece la giusta flessibilità alle pensioni di chi ci va oggi o domani e lavoro buono e continuativo a chi ci andrà tra trenta o quarant'anni. È necessario dare risposte a chi in questo anno e mezzo di pandemia ha pagato un prezzo altissimo ossia ai giovani e alle donne: una risposta al lavoro ridisegnando una società basata sul lavoro e sulla giustizia sociale».

Queste le considerazioni del segretario generale di Cst Uil Cremona-Mantova, Paolo Soncini: «È una manovra sbagliata, quella predisposta dal Governo Draghi, una manovra che non dà risposte sufficienti per contrastare le diseguaglianze sociali ed economiche del Paese. Cambiarla è l’obiettivo di Cgil, Cisl e Uil. Partiamo dal presupposto che attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza arriveranno sui territori circa 200 miliardi per i prossimi sei anni. Si tratta di tantissimi soldi che andranno spesi nel modo corretto immaginando in primis un nuovo modello di sviluppo più equo e sostenibile. I soldi del Piano dovranno andare dove si crea lavoro di qualità e non dove si continuano a stipulare contratti a termine, che sono il problema di un’intera generazione. La sfida che si pone di fronte a noi nei prossimi sei mesi sarà proprio quella di ricreare un ambiente più equo. Per farlo però abbiamo bisogno di elementi di fiducia e di speranza imprescindibili per superare la crisi».  

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