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Quei semi di libertà gettati dalle donne afghane

Convegno del Soroptimist con i giornalisti Francesca Morandi e Marcello Pastonesi

Fabio Guerreschi

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fguerreschi@laprovinciacr.it

25 Novembre 2021 - 05:25

Quei semi di libertà gettati dalle donne afghane

CREMONA - Dalla speranza e dai sorrisi dei bambini al terrore, alla repressione, all’oscurantismo più bieco e feroce. È la storia recente dell’Afghanistan che ieri pomeriggio è stata ripercorsa magistralmente da Francesca Morandi, giornalista de La Provincia e corrispondente del Corriere della Sera, e da Marcello Pastonesi, fotografo e regista di documentari e pluripremiato per i suoi reportage. Morandi era in Afghanistan nel 2006, una dei sette giornalisti italiani ospiti dell’Esercito Italiano durante la missione ISAF VIII. È stata a Kabul ed Herat dove ha documentato le prime speranze di ricostruzione democratica del Paese. Pastonesi è stato in Afghanistan nel 2012 e nell’agosto del 2021, dove è stato testimone dell’evacuazione dall’aeroporto di Kabul e dell’attentato dell’Isis con 95 morti. I due giornalisti sono stati i relatori — nell’ambito della campagna «Orange The World 2021» — del convegno organizzato dal Soroptimist Club Cremona che si è svolto nella sala consiliare della Fondazione Città di Cremona a Palazzo della Carità, dal titolo «Il coraggio delle donne afghane: diamo loro voce».

Francesca Morandi


Dopo il saluto della presidente del Soroptimist, Elisabetta Bondioni, il numeroso pubblico ha rivissuto con i relatori le emozioni che provate in Afghanistan. «Ricordo — ha narrato Morandi — i volti e gli occhi sorridenti che incrociavo, perché si erano gettati dei piccoli semi di libertà, a iniziare proprio dalle donne. Potevano studiare, lavorare, prendere la patente, tutte cose normali per noi, ma non per loro. Erano delle conquiste sociali importanti. A Herat l’Italia costruiva scuole e ho ancora vive le sensazioni che vissi. Ero a un’inaugurazione e appena il nastro fu tagliato i bambini corsero nelle aule. Accarezzavano i banchi e le lavagne, perché fino a quel momento avevano studiato in una tenda, tra fango e polvere. Il governatore della regione, nel suo discorso, pose l’accento sul valore dell’istruzione e lo si toccava con mano vedendo i bambini, anche quelli mutilati, felici di poter studiare. E proprio una bimba mi disse ‘Voglio fare il medico per aiutare i miei amici che hanno subito delle mutilazioni’».

Marcello Pastonesi


Che l’Afghanistan abbia fatto uno spietato balzo all’indietro lo racconta Pastonesi: «In agosto sono stato testimone della fuga da Kabul. Ero con Monica Maggioni per documentare l’ultimo volo italiano per Sette storie di Rai 1. Era impressionante il numero di aerei che decollavano e atterravamo. Chi aveva collaborato con gli italiani era stato contattato dai servizi segreti e aveva un codice di riconoscimento per essere imbarcato. I funzionari dei servizi, i militari e gli afghani in fuga erano allo stremo delle forze. Poi l’attentato dell’Isis. Siamo passati in quel punto due ore prima della scoppio. Intanto tanti altri scappano via terra per raggiungere la Grecia, dove, in attesa di asilo, vengono bloccati per mesi nei campi profughi».

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