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CORONAVIRUS. IL QUADRO

Impennata di contagi: sono 92. La pandemia ora accelera

Tre classi chiuse alla elementare «Trento Trieste»: per gli alunni a casa tornano le lezioni in Dad

Giacomo Guglielmone

Email:

gguglielmone@laprovinciacr.it

20 Novembre 2021 - 20:42

Impennata di contagi: sono 92. La pandemia ora accelera

CREMONA - Altra giornata senza vittime ma impennata di contagi rispetto ai 58 di ieri: 92 quelli registrati nelle ultime 24 ore. Mai così tanti dal 6 maggio. Il tutto in un quadro che mostra una progressiva accelerazione della pandemia. Di pari passo, aumentano le classi scolastiche che restano chiuse a causa dei contagi. Oggi se ne sono contate tre in una sola scuola, l’elementare Trento e Trieste.

I DATI IN LOMBARDIA. A livello regionale, tramite i 118.279 tamponi processati sono stati individuati 1.930 nuovi casi positivi, con un tasso di positività stabile all’1,6%. In aumento i ricoveri: 58 in Terapia intensiva (+1) e 656 negli altri reparti (+33). I 5 decessi di ieri portano il totale delle vittime da inizio pandemia a 34.278. Per quanto riguarda le province, a Milano sono stati segnalati 668 casi, a Brescia 236, a Monza 212, a Varese 178, a Como 130, a Bergamo 121, a Mantova 65, a Pavia 55, a Lecco 43, a Sondrio 42 e a Lodi 31. I numeri, come si vede, crescono un po’ ovunque.

I DATI IN ITALIA. In Italia sono 45.638.318 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale contro il Covid. Si tratta dell’84,5% della popolazione over 12. E mentre l’incidenza dei nuovi casi ogni 100 mila abitanti continua a salire, l’Istituto superiore di sanità (Iss) pubblica un report sull’andamento della pandemia in Italia che mostra l’efficacia dei vaccini nel ridurre la possibilità di ammalarsi, di finire in ospedale, in Terapia intensiva o di morire.

In particolare, il tasso di decesso per Covid tra i non vaccinati è nove volte più alto rispetto ai vaccinati, mentre quello di ricovero è sette volte più alto. Ma emergono anche elementi di altro segno. L’efficacia del vaccino cala progressivamente, scendendo dopo oltre sei mesi dalla somministrazione dal 79% al 55% nella protezione dall’infezione. Giù anche la protezione da malattia severa, che rimane comunque elevata: al 95% prima dei sei mesi, all’82% dopo.  

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