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CORONAVIRUS. LA PREVENZIONE

Green pass: ecco come potrebbe cambiare

Si discute di alcune modifiche alla certificazione verde Covid-19 che ne cambierebbero la durata. Novità anche per i tamponi

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

19 Novembre 2021 - 17:53

Green pass: ecco come potrebbe cambiare

CREMONA - Dal lockdown per i non vaccinati - ma in Austria da lunedì il lockdown è generalizzato - al green pass rafforzato, l’Europa epicentro mondiale della pandemia accelera sulle restrizioni per non farsi definitivamente travolgere dall’inverno del virus. Come potrebbero cambiare le regole in Italia in tempi brevi?

GREEN PASS: DA 12 A 9 MESI. La certificazione verde Covid-19 attualmente dura 12 mesi per chi ha completato il ciclo vaccinale. Ma gli ultimi studi dell’Istituto superiore di sanità fanno emergere che la durata della protezione dei vaccini cala dopo 6 mesi dalla somministrazione della seconda dose. 

«Ridurre la validità del Green Pass da 12 a 9 mesi? Intanto, la sua validità resta di 12 mesi. E' uno strumento che sta funzionando» e «per una volta il nostro Paese è un modello». Lo dice la ministra agli Affari Regionali Mariastella Gelmini a Radio24. «Il governo ovviamente è pronto ad intervenire se ci fosse un parere del Cts che dovesse darci indicazioni in questo senso. La cosa più importante è continuare la campagna di vaccinazione con le terze dosi», aggiunge.

TAMPONI. Sul tavolo l’attendibilità non completa per gli antigenici rapidi e la durata dei tamponi, sia rapidi che molecolari.

1) Tra le ipotesi c’è quella di eliminare totalmente la possibilità di ottenere il Green pass con i test rapidi.

2) Un’altra possibilità è quella di ridurre la durata della certificazione verde Covid-19 ottenuta con questa tipologia di tampone veloce, facendola passare dalle attuali 48 ore a 24 ore.

3) C’è poi l’idea di ridurre anche la durata del Green pass ottenuto dai tamponi molecolari, facendola scendere da 72 ore a 48. Molti scienziati ritengono che il lasso di tempo sia troppo ampio e possa portare a un innalzamento del rischio di contagio.

CORONA PARTY. Arrivano dall’Austria e dalla Germania i «coronaparty», l’assurdo stratagemma no vax per ricevere il Green pass in quanto guariti, senza doversi vaccinare. Come conferma Patrick Franzoni vice coordinatore dell’unità Covid di Bolzano, «ci sono giovani ragazzi, anche di età scolare, che si incontrano con positivi e cercano di acquisire l’infezione, non rendendosi conto che il virus è pericoloso anche nei bambini e nei giovani».

Incontri mirati con positivi sono avvenuti nelle scorse settimane nei pressi di Bolzano e, sembra, anche in altre zone dell’Alto Adige. «Ci sono conseguenze a lungo termine e anche i giovani possono finire in ospedale», sottolinea Franzoni. In Austria un uomo di 55 anni è infatti morto, dopo essersi infettato durante un «corona-party».

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