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Oratorio, profondo rosso: «Rimane un debito di 800 mila euro»

Il parroco Strada «preoccupato», lancia un appello ai residenti: «La cifra è ancora notevole, confido nella generosità di tutti»

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13 Novembre 2021 - 05:50

Oratorio, profondo rosso: «Rimane un debito di 800 mila euro»

Don Gian Battista Strada e l'oratorio di Offanengo

OFFANENGO - Nei giorni in cui ricorre il nono anniversario dell’inaugurazione del nuovo oratorio di via Dante Alighieri, la parrocchia fa i conti con i debiti che ancora incombono per saldare l’opera. Tanto da richiamare i residenti a prendersi a cuore la situazione economica in cui versa. Il parroco don Gian Battista Strada e il vicario, nonché direttore dell’oratorio, don Nicholas Sangiovanni sono seriamente preoccupati per la posizione debitoria, che è notevole. «La cifra che rimane da saldare per la costruzione del nuovo oratorio è ancora grande — ribadisce il parroco — dopo l’ultimo versamento, fatto a ottobre, sono più di 800 mila euro i soldi che ci servono per appianare il debito». Don Strada, divenuto parroco di Offanengo il 13 ottobre 2019, ha assunto l’incarico quando già si aggirava per le strade il virus del Covid. La pandemia e tutto quello che ne è conseguito hanno tenuto la gente lontano dalla chiesa, costringendola a seguire la messa in streaming o in tv; una benedizione anziché un funerale vero e proprio per i defunti. E di battesimi e matrimoni neanche a parlarne. La chiesa, insomma, si è ritrovata povera e soffre ancora, seppur con qualche timido segno di ripresa.

OPERA DA OLTRE DUE MILIONI DI EURO

Due milioni e 200 mila euro è stata la cifra dell’appalto dell’opera di via Dante Alighieri con esclusione di Iva, spese tecniche, sistemazione degli spazi esterni e arredi. È stata affrontata con 926 mila euro ricevuti dalla Cei grazie all’8 per mille, 500 mila euro della Cassa Rurale-Banca di Credito Cooperativo di Offanengo-Treviglio, 300 mila euro di mutuo concesso dalla Regione a tasso zero da restituire in 20 anni e un contributo di 20 mila euro annui per 30 anni da parte del Comune. La sistemazione dello spazio esterno è stata finanziata in gran parte dalla ditta Coim. Detto questo, ora come si prospetta l’approccio al problema? «Confido nella generosità di tutti», dice il parroco. Un gesto di generosità e di amore nei confronti di una struttura che è stata anche di grande utilità per la comunità, quando è sorto il problema della riqualificazione delle scuole e ogni volta che è necessario. E il sacerdote confida in uno slancio di generosità da parte di tutti, soprattutto da chi può di più. Un pensiero va anche alle numerose eccellenze produttive del paese, che traggono beneficio dal lavoro dei residenti e dalla disponibilità del territorio.

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