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SANITÀ IN LOMBARDIA

"A Cremona servono 18 case di comunità, ma ne sono state deliberate solo 3"

Il consigliere dem Piloni: "La situazione può cambiare solo con un salto di mentalità e di strategia che metta al centro il cittadino"

La Provincia Redazione

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11 Novembre 2021 - 17:22

"A Cremona servono 18 case di comunità, ma ne sono state deliberate solo 3"

CREMONA - "La medicina territoriale è il problema principale della sanità lombarda e non è vero che questa riforma colmerà il buco creato da Formigoni e poi da Maroni". Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni, impegnato oggi nel secondo giorno di maratona in Consiglio regionale per discutere la legge di revisione della sanità lombarda. "Fontana e Moratti - sottolinea Piloni - non stanno colmando il divario accumulato in tanti anni di gestione del centrodestra e bastano i numeri a dirlo, perché in Lombardia servirebbero 500 case di comunità, come dice il Ministero della Salute, e la Regione ne prevede solo 115 nella prima fase e 216 a regime. Nell’Ats Val padana ne hanno deliberate 12 su 38 e nella sola provincia di Cremona ne hanno previste solo 3, quando dovrebbero essere 18!".


"E in ogni caso - conclude il consigliere dem - non basterà cambiare l’insegna di una struttura già esistente per creare un servizio che sia davvero di comunità, fatto di medici, infermieri, fisioterapisti, logopedisti, tecnici della riabilitazione e gli assistenti sociali, a cui i cittadini possano fare riferimento tutti i giorni dell’anno per 24 ore al giorno. Le case di comunità non devono essere dei semplici poliambulatori, come invece li intende la giunta lombarda. Così rischiano di essere una grandissima occasione sprecata. In una sanità come quella lombarda, così spinta sulla medicina ospedaliera e sulla competizione tra pubblico e privato, la situazione può cambiare solo con un cambio di mentalità e di strategia che metta al centro il cittadino, la comunità, le cure primarie e la prevenzione. E con questa riforma, non cambierà".

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