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RIFORMA DELLE INDENNITA'

Sindaci e assessori, lievita la busta paga

Con la legge di Bilancio, dopo 21 anni, arriva un sostanzioso aumento: + 67%

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

10 Novembre 2021 - 05:30

Sindaci e assessori, lievita la busta paga

CREMONA - Dopo 21 anni arriva un sostanzioso aumento di stipendio per i sindaci. La riforma delle indennità di carica farà parte della legge nazionale di Bilancio. I compensi mensili di primi cittadini, vice e assessori sono bloccati dal lontano 2000: non per nulla erano stati fissati in lire. Alla faccia dell’inflazione e dei sempre crescenti impegni e responsabilità. Un cambio di rotta, rispetto alla lotta alla ‘casta’ di qualche anno fa, che coinvolge ovviamente tutti i sindaci del territorio provinciale.

giunta

CREMONA. Per chi governa una realtà capoluogo tra i 50 e i 100 mila abitanti – è il caso di Cremona – l’anno prossimo lo stipendio passerà da 4.509 euro a 6.850 euro del 2022 (si parla sempre di lordo) per arrivare a 9.660 euro nel 2024. Un aumento del 114%, ma il 34% è il recupero dell’inflazione degli ultimi 20 anni. L’incremento è comunque considerevole.

CREMA. Per le città tra i 30 e i 50 mila residenti non capoluogo, di cui fa parte Crema, i sindaci nel 2022 percepiranno 3.894 euro contro i 3.114 euro attuali. Nel 2024 lo stipendio sarà di 4.830, il 55% in più di oggi.

CASALMAGGIORE. Altra fascia di interesse locale è quella dei centri tra i 10 e i 30 mila abitanti, in cui rientra Casalmaggiore. Qui si salirà del 48%, dai 2.789 euro attuali sino ai 4.140 del 2024. Più consistente, pari al 59%, l’incremento nel prossimo triennio per gli stipendi dei sindaci dei paesi tra i 5 e i 10 mila abitanti: nel 2024 toccheranno i 4.000 euro lordi. Di questa fascia fanno parte numerosi comuni del territorio.

trio

NEL CREMONESE. Nel Cremonese Castelleone, Soresina, Soncino e Pizzighettone, nel Cremasco Pandino, Rivolta d’Adda e Spino. L’analisi riportata dal quotidiano «Il Sole - 24 Ore», elenca anche i dati dei comuni più piccoli e quelli relativi alle città metropolitane, i cui sindaci arriveranno ad avere uno stipendio equiparato a quello dei presidenti di regione. Ci sono inoltre le cifre relative ai vicesindaci, agli assessori e ai presidenti dei consigli comunali. Gli aumenti in percentuale sono identici a quelli dei sindaci, ma ovviamente le cifre assolute sono inferiori.

Nella fascia di popolazione di Cremona, ad esempio, il vice parte dagli attuali 2.789 euro e arriva, nel 2024, a 4.658 euro lordi al mese. Un assessore da 2.231 euro raggiunge i 3.726. Stesse cifre per il presidente del consiglio comunale. Scendendo alle città tra i 30 e i 50 mila residenti, dunque in cui rientra Crema, il vicesindaco passa da 1.713 euro a 2.657 euro nel 2024, l’assessore e il presidente del consiglio comunale da 1.401 a 2.174 euro. Nella fascia 10-30 mila abitanti (Casalmaggiore) l’indennità mensile lorda del vicesindaco sale progressivamente dagli attuali 1.534 ai 2.277 euro del 2024, quella degli assessori e del presidente dell’organismo legislativo da 1.255 a 1.863 euro.

In merito a questa riforma, il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti commenta: «Cerco di pesare pochissimo sulle spese del Comune: ad esempio, quasi sempre le missioni all’estero o in Italia per costruire sono a mio carico, stesso discorso per altre spese di rappresentanza. Giusto? Non lo so, l’ho fatto e lo faccio. Mi chiedo se questo sia il modo corretto di procedere. Agli inizi del primo mandato, nel 2014, diminuii il mio emolumento e chiesi agli assessori di fare lo stesso, ma, e su questo tema sono sicuro, quella scelta non fu corretta. Nel 2019 non l’ho riproposta: questo lavoro/servizio è intenso e difficile e richiede tempo e molte assunzioni di responsabilità. Abbiamo stipulato polizze assicurative a nostro carico, perché molti sono i rischi e altrettanti i sacrifici che si richiedono alla propria famiglia. La fatica a trovare persone disponibili ad assumere impegni gravosi, come quelli di cui stiamo parlando, è un segno del fatto che occorre riconoscere questo lavoro/servizio come strategico per una città e occorre che per tutti sia possibile portare avanti questa scelta. Tra l’altro occorre anche rendere possibile il fatto che chi non ha un lavoro che gli consente un’aspettativa deve sapere di poter rinunciare pro tempore alla sua attività ed essere remunerato il giusto. Ritengo quindi corretta la misura. Resta il fatto che il decoro, la dignità, la libertà, la trasparenza, la volontà di fare il bene comune, il rispetto della legalità, il senso delle istituzioni e il rigore morale non dipendono dall’emolumento, ma dal desiderio di essere donne e uomini dello Stato a servizio della Costituzione e della comunità».

Il sindaco di Crema Stefania Bonaldi ha preferito non commentare. Anche il collega di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni non ha rilasciato dichiarazioni.

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Commenti all'articolo

  • Moroni

    10 Novembre 2021 - 10:13

    In linea con le buste paga di noi comuni mortali........

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  • Moroni

    10 Novembre 2021 - 10:13

    In linea con le buste paga di noi comuni mortali........

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  • romeo.morini

    10 Novembre 2021 - 05:38

    Come le nostre pensioni sic!!!

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