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IL FUTURO DELLA SANITA'

Ospedale e medicina territoriale: sindaci uniti per il «distretto Oglio Po»

Inviato alla Regione il documento dei 27 Comuni del Casalasco-Viadanese con le proposte di riorganizzazione

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

30 Ottobre 2021 - 05:10

Ospedale e medicina territoriale: sindaci uniti per il «distretto Oglio Po»

La riunione dei sindaci dell’Oglio Po con il dirigente della sanità regionale Giovanni Pavesi

CASALMAGGIORE - Tutti i 27 sindaci dell'area casalasca e viadanese uniti per chiedere di istituire il distretto Oglio Po. Lo hanno fatto sottoscrivendo un articolato documento già inviato all’attenzione dell’assessore regionale al Welfare Letizia Moratti e del direttore generale al Welfare Giovanni Pavesi, che lo scorso 15 luglio aveva incontrato alcuni primi cittadini a Rivarolo del Re per ascoltare le loro istanze in vista della riforma della legge sanitaria.

IL DOCUMENTO. All’inizio del documento viene fatta una fotografia della situazione esistente e si sottolinea che negli anni l’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore «ha perso primariati, unità complesse, posti letto. Oggi c’è carenza di medici e di infermieri e lunghe liste d’attesa che inducono il paziente ad orientarsi verso strutture alternative».

La chiusura del punto nascite «ha segnato profondamente la struttura». Si evidenziano i problemi esistenti a Bozzolo e nel Distretto socio sanitario di Viadana che «ha subito progressivamente una drammatica e costante riduzione degli organici e alcuni dei servizi offerti, ormai da anni, si trovano in situazione di grave sofferenza. Oltre a questo abbiamo visto diminuire gravemente i servizi di psichiatria, anche territoriali».

Regione Lombardia ha stanziato 16,5 milioni di euro, per l’ospedale Oglio Po, «ma servirebbe oltre ad un restyling generale, promesso con uno stanziamento di circa 8 milioni di euro, soprattutto un rilancio in termini di primariati che attirino utenza e liste d’attesa più brevi».

I sindaci ritengono «fondamentale un assetto organizzativo che faccia confluire risorse afferenti alle Asst di Mantova e Cremona in un’ottica di integrazione con una puntuale responsabilità di direzione, attraverso la figura del direttore dell’area territoriale Oglio Po».

LE PROPOSTE. Si parte dal «Distretto Oglio Po e collaborazione tra Asst Mantova e Cremona». La richiesta primaria è «l’istituzione del Distretto Interprovinciale Casalasco-Viadanese, a valenza medico sanitaria che abbia al centro l’ospedale per acuti Dea di primo livello Oglio Po. A garanzia di tale nuovo assetto, l’Ats e le Asst competenti dovranno accogliere le istanze provenienti dall’assemblea di distretto, con eventuale apertura a collaborazioni col territorio di Asola, il cui ospedale è già aggregato a quelli di Bozzolo e Viadana. Riteniamo pertanto che l’ospedale Oglio Po debba: a) Avere i necessari investimenti sulla struttura con un progetto di restyling esterno ed interno, da abbinare ai 16,5 milioni erogati da Regione per la messa in sicurezza. b) Avere autonomia gestionale. c) Recuperare il più velocemente possibile ed in sicurezza le liste d’attesa per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, di screening e di ricovero ordinario».

ALTRA PROPOSTA. La riorganizzazione e il potenziamento del sistema territoriale socio sanitario, della medicine territoriale, delle cure intermedie, con continuità tra ospedale e territorio. La definizione del nuovo Distretto Oglio Po, con sede a Viadana, «faciliterebbe la collocazione di tutte le strutture territoriali che nella zona sono già di fatto presenti: infatti i due centri principali, Casalmaggiore e Viadana possono essere sede della Centrale Operativa Territoriale all’interno dei loro attuali Presst, ossia l’ospedale di Viadana e il Palazzo della Congregazione in piazza Garibaldi a Casalmaggiore, entrambi dovranno divenire anche case di comunità, assieme all’ospedale di Bozzolo, con la qualifica di hub, mentre sul territorio vi sono centri medici che possono assumere il ruolo di case di comunità spoke, capillari sul territorio per aggregazioni comunali ogni 3mila/5mila abitanti.

Allo stesso tempo gli ospedali di Bozzolo e Viadana sono ideali per essere ospedali di Comunità (ex Pot). (...). Si ritiene molto positiva «l’introduzione degli infermieri di comunità (...). Come territorio e come sindaci lanciamo un grido d’allarme: non si ha più la garanzia della presenza del medico di medicina generale nei piccoli comuni che caratterizzano la spina dorsale del nostro territorio e di buona parte della Lombardia. La conseguenza di tutto questo è un forte disagio per le persone anziane». Nel documento si affronta anche il tema della rete ospedaliera, della carenza di personale e il rapporto pubblico-privato.

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