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Terza dose nelle Rsa: "Due settimane per completare le somministrazioni"

Il presidente Montini: "Sistema collaudato, sono 5.000 gli ospiti delle case di riposo del nostro territorio"

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

27 Ottobre 2021 - 05:50

Terza dose nelle Rsa: "Due settimane per completare le somministrazioni"

CREMONA - «La mia ipotesi, che vuol anche essere un sollecito nei confronti dei direttori sanitari e dei presidenti delle Residenze sanitarie assistenziali di tutta la provincia, è che entro un paio di settimane si possa completare la somministrazione della terza dose a tutti i 5.000 ospiti delle case di riposo del nostro territorio». Walter Montini, che guida l’Arsac, l'associazione che raggruppa le 30 strutture per anziani del Cremonese, Cremasco e Casalasco, fa il punto sul secondo richiamo per una delle fasce più fragili della popolazione. 

«In diverse realtà – prosegue –, penso ad esempio alla Rsa di Isola Dovarese di cui sono vicepresidente, è sufficiente una giornata per somministrare la dose booster a tutti gli ospiti, nel nostro caso una cinquantina. In strutture più grandi può volerci anche una settimana, ma il sistema è rodato dalle precedenti esperienze, dunque credo che non ci sarà alcun tipo di problema nel fare alla svelta». Case di riposo con trecento o più ospiti, come sono quelle che hanno sede in città e nei principali centri della provincia, hanno già dato il via alla campagna, altre lo faranno nei prossimi giorni. «Una ventina di giorni fa c’era stato un intoppo, legato a una carenza di dosi da destinare a questo scopo – aggiunge il presidente dell’associazione –: il ministero della Sanità aveva infatti bloccato la possibilità di utilizzare il vaccino Moderna come secondo richiamo, ritenendolo non adatto agli ultra ottantenni. Abbiamo dunque dovuto attendere la fornitura di Pfizer. L’importante è che ora non si perda tempo".

«Il sistema collaudato di vaccinazioni si svolgerà anche per questo terzo ciclo interamente all’interno delle rsa – sottolinea il presidente Arsac –: il personale già formato ad inizio anno, sa perfettamente cosa deve fare». Per quanto riguarda il personale, invece, viene lasciata libertà di scelta. Non c’è l’obbligatorietà di legge, come per il primo ciclo vaccinale. Medici, infermieri, operatori socio sanitari, ma anche chi lavora negli uffici delle Fondazioni, potranno decidere se sottoporsi o meno alla dose booster. «In tutto – conclude Montini – nelle trenta case di riposo della nostra provincia lavorano circa 5.000 persone». Le forniture di vaccini alle case di riposo, passano attraverso le due Aziende socio sanitarie territoriale di Cremona e Crema. La prima è competente anche per il Casalasco, mentre la seconda segue le strutture che si trovano nel distretto cremasco. Una collaborazione che aveva dimostrato di funzionare molto bene anche nel corso della prima campagna vaccinale.

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