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CORONAVIRUS. IL QUADRO

Covid, malattia stagionale: influiscono freddo e umidità

In Lombardia 383 positivi e un decesso. In provincia di Cremona 18 nuovi casi

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

21 Ottobre 2021 - 18:45

Covid, malattia stagionale: influiscono freddo e umidità

CREMONA - Con 127.960 tamponi effettuati è di 383, quindi con una percentuale dello 0,3%, il numero di positivi al Coronavirus registrati in Lombardia dove sono in leggero calo i ricoverati: in provincia di Cremona se ne registrano 18. In terapia intensiva il numero di ricoveri passa da 55 a 53, negli altri reparti scende da 280 a 276, mentre si è verificato un decesso, non a Cremona, che porta il totale da inizio pandemia a 34.131.

covid

UMIDITA' E FREDDO

L’infezione da SarsCoV2 ha un andamento stagionale: freddo e umidità influiscono sulla trasmissione del virus, proprio come avviene per l’influenza. L’igiene dell’aria negli ambienti chiusi diventa quindi fondamentale, come emerge dall’analisi quantitativa delle ondate di Covid-19 avvenute finora, pubblicata sulla rivista Nature Computational Science dall’Istituto di Barcellona per la salute globale.

«La questione se Covid-19 sia una malattia stagionale è sempre più centrale», commenta Xavier Rodó, coordinatore dello studio. Per capirlo, i ricercatori hanno analizzato l'associazione con temperatura e umidità nella fase iniziale della diffusione del virus in 162 paesi di 5 continenti, prima che fossero adottate le misure di restrizione sui comportamenti umani. È così emersa una relazione negativa il tasso di trasmissione (R0), temperatura e umidità su scala globale: i maggiori tassi di trasmissione sono cioè associati alle temperature e umidità più basse.

influenza

Analizzando l’evoluzione temporale e geografica del legame tra clima e malattia, i ricercatori hanno trovato un’associazione negativa tra la malattia (numero di casi) e il clima (temperatura e umidità), con andamenti compatibili nelle tre ondate pandemiche alle diverse latitudini: mondiale, di paese e regionale, con regioni molto colpite (come Lombardia, Turingia e Catalogna) o anche a livello di città (Barcellona). La prima ondata epidemica è calata con l’aumento delle temperature e dell’umidità, mentre la seconda è cresciuta con il calo di umidità e temperature. Uno schema che si è interrotto nei mesi estivi in tutti i continenti. Adattando il modello ai Paesi dell’emisfero australe, dove il virus è arrivato più tardi, si è osservata la stessa correlazione.

Gli effetti del clima sono più evidenti con temperature tra i 12° e 18° e un livello di umidità tra i 4 e 12 grammi per metro cubo, anche se si tratta di cifre indicative, avvertono gli autori. «I nostri risultati - aggiunge Rodó - supportano l’idea che l’infezione da Covid sia stagionale, legata alla base temperature, come l’influenza e gli altri coronavirus più benigni in circolazione».

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