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CREMONA. LA STORIA

Bottega dietro le sbarre: il violino dei detenuti rinasce come «La Fenice»

Lo strumento costruito a Cà del Ferro ritrova la sua voce dopo il restauro presso l’Academia Cremonensis

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

22 Ottobre 2021 - 05:05

Il violino di Cà del Ferro  rinasce come  «La Fenice»

CREMONA - È una bella storia di liuteria nata dieci anni fa all’interno di Cà del Ferro dalla collaborazione dell’allora direttrice Ornella Bellezza e dal presidente dell’Anlai, Gualtiero Nicolini. L’idea fu quella di dare la possibilità ai detenuti di imparare l’antica arte dei maestri liutai. L’esito di quella collaborazione fu un violino che oggi sarà restituito all’attuale direttrice della Casa circondariale di Cremona, Rossella Padula, violino restaurato in Academia Cremonensis dal maestro Luca Gallo.

«Lo strumento è stato realizzato dieci anni fa da tre detenuti nell’ambito di un progetto di educazione all’arte, promosso dall’ANLAI ed affidato al maestro liutaio Luca Bastiani — racconta Fabio Perrone, anima dell’iniziativa —. Sotto la sua guida tre detenuti, Luca, Max ed Enrico hanno realizzato uno nuovo strumento ispirandosi al violino Guarneri del Gesù Stauffer, uno dei capolavori della collezione del Comune di Cremona, oggi conservato presso il Museo del Violino».

Allora i tre detenuti vollero dare al violino il nome: La fenice e, nella relazione finale del loro lavoro, spiegarono come l’aver costruito quel violino fosse stata un’esperienza di rinascita, un incoraggiamento a perseguire una nuova vita, una rinascita. Oggi quel nome è più che evocativo e racconta di come lo strumento torni a suonare e torni a Cà del Ferro magari per seminare una nuova esperienza sotto il segno della liuteria.

ORNELLA BELLEZZA. A ritornare indietro nel tempo e a ricordare quell’esperienza è oggi Ornella Bellezza , ex direttrice della casa circondariale cremonese, che racconta: «Tutto nacque dal rapporto con Gualtiero Nicolini dell’Anlai e dalla volontà, sotto la mia direzione, di far sì che il carcere potesse nei limiti della legge essere aperto alla città e farsi permeare dalle eccellenze del territorio – spiega -. Così quando Nicolini ci propose un percorso di laboratorio di liuteria mi parve un’opportunità da cogliere al volo. Il nostro laboratorio di falegnameria lo permetteva e i detenuti parteciparono alle lezioni del maestro liutaio Luca Bastiani. Era il 2010 e sapere che ora il violino tornerà a suonare e sarà consegnato all’attuale direttrice della casa circondariale fa piacere. Lo strumento vinse un premio anche al concorso di liuteria organizzato dall’Anlai che volle anche riconoscermi il merito di aver dato vita a questa insolita bottega liutaria dietro le sbarre».

LA TESTIMONIANZA. Il liutaio Luca Bastiani trasmette ancora tutta l’emozione per quell’esperienza all’interno di Cà del Ferro: «È stata un’esperienza che mi ha cambiato, importante e umanamente fortissima – racconta -. Non avevo mai oltrepassato la soglia di una casa circondariale, e poter dare un momento di creatività, attraverso un lavoro artistico, a persone in una condizione così limitante della propria libertà, è stato per me un motivo di orgoglio e arricchimento personale, e questo grazie alla associazione Anlai e alla direzione della casa circondariale– ricorda -. Lavorammo su una sagoma tagliata da una riproduzione in scala reali del Guarneri del Gesù Stauffer, i tre ragazzi che fecero con me il violino si appassionarono e io con loro. Il violino La Fenice ha un grande impatto scultoreo e una forte personalità: questo a dimostrazione che gli oggetti lavorati a mano vengono plasmati anche dallo stato d’animo, dalle condizioni contingenti e dalla personalità degli autori. E penso in particolar modo alla passione con cui i ragazzi lavorarono allo strumento, realizzato su una sagoma del Guarneri del Gesù».

LA RESTITUZIONE DELLO STRUMENTO. L’occasione della restituzione del bene sarà anche l’occasione per parlare dell’attività di promozione della musica nelle Case circondariali ed in particolare del progetto di liuteria che dieci anni fa ha reso l’istituto di pena cremonese protagonista di un progetto pilota interessante. Parteciperanno all’incontro di oggi Ornella Bellezza, ex direttrice della casa circondariale e attuale Garante provinciale dei diritti delle persone private della libertà personale, Alessandra Abbado, presidente dell’Associazione Mozart14 nata per promuovere progetti sociali ed educativi voluti da Claudio Abbado e che ha promosso diverse attività musicali nella Casa circondariale di Bologna; Flaminio Valseriati, avvocato, che ha promosso azioni musicali nelle Case di pena di Canton Mombello e di Verziano; Tiziana Zanetti dell’Università degli Studi dell’Insubria, che da anni si occupa di arte e legalità, arte e ri-educazione ed educazione civica attraverso l’arte. Coordinerà l’incontro Fabio Perrone, direttore delle attività culturali dell’Academia Cremonensis, che ha promosso il restauro funzionale del violino suonato per l’occasione da Angela Alessi.

«Alla restituzione del violino restaurato abbiamo voluto affiancare una riflessione sulle esperienze musicali all’interno delle case circondariali italiane – conclude Fabio Perrone -, un modo per far passare l’idea e il pensiero che fare arte e artigianato artistico è un modo per ricostruire l’uomo e farne uscire il lato migliore, per incoraggiare la rinascita, proprio come la Fenice che risorge dalle sue ceneri». 

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