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MALTRATTAMENTI: PARLA LA VITTIMA

«Il mio compagno non è così, altrimenti sarei scappata»

Bozzolo: la donna ricostruisce la lite con il partner, arrestato poco dopo e condotto in carcere

Pierluigi Cremona

Email:

pierluigi.cremona@virgilio.it

21 Ottobre 2021 - 08:59

«Il mio compagno non è così, altrimenti sarei scappata»

BOZZOLO - «Sabato è successo quello che è successo, c’è stata la discussione e tutto il resto. Però io ho fatto cinque anni con

È stato descritto come se io venissi picchiata dalla mattina alla sera per quattro anni consecutivi ma non è così, altrimenti non avrei passato tutto questo tempo con lui

questa persona, che alla fine è il padre di mia figlia. È stato descritto come se io venissi picchiata dalla mattina alla sera per quattro anni consecutivi ma non è così, altrimenti non avrei passato tutto questo tempo con lui». È quanto dichiara la ragazza di Bozzolo al centro del fatto di violenza domestica pubblicato sulle pagine di ieri. È stata la stessa protagonista, contattando il sindaco Giuseppe Torchio, a chiedere di chiarire con la stampa i contorni della vicenda avvenuta e che ha provocato parecchio clamore in paese. Fatti al termine dei quali A. T., 39enne, italiano, è stato arrestato per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni e dopo le formalità di rito, e portato in carcere a Mantova. Secondo la legge cosiddetta del «Codice rosso», per questo tipo di reato la pena va da un minimo di 3 ad un massimo di 7 anni. «In cinque anni sì c’è stato qualche episodio, qualche lite, qualche discussione leggermente violenta, ma questo non vuol dire che sono stata insieme al mostro di Firenze. La bambina sta bene, non è stata toccata quindi da questo punto di vista non ci sono problemi. Poi che abbiamo sbagliato a fare ciò che ha fatto su di me, davanti a lei, quello è un altro paio di maniche. Ci tengo a precisare che lui non mi ha maltrattata per quattro anni come è stato detto, che sembra quasi che è il peggior assassino di questo mondo. No, assolutamente. È stato un bravo papà, abbiamo avuto le nostre divergenze e basta», precisa. La 27enne torna anche su quanto avvenuto sabato. «Visto che la situazione è delicata ho preferito espormi io a raccontare ciò che è accaduto, anche per chiudere la bocca alla gente che parla a vanvera in paese. Io quel giorno sono stata portata all’ospedale di Casalmaggiore e mi sono stati assegnati 21 giorni di prognosi, però sono in piedi, cammino, non ho problemi. Da quello che è successo non si può tornare indietro. Io mi sono rifugiata dalla mia vicina di casa ed è stata lei a chiamare i carabinieri e non io e la prima denuncia è stata sua. Il mio compagno ha inveito contro la mia vicina e a quel punto lei ha chiamato per prima le forze dell’ordine sporgendo poi denuncia. In seguito anche io ho dovuto raccontare ciò che è successo».

Secondo il comunicato diffuso dalla compagnia dei carabinieri di Viadana, una pattuglia dei carabinieri del comando di Bozzolo era intervenuta «presso una famiglia dopo una richiesta di aiuto, pervenuta al 112, da parte di una donna vittima di aggressione fisica e psicologica, tra le mura domestiche, ad opera del proprio compagno convivente». Lo stesso Torchio aveva ricordato che «la situazione della coppia era seguita dai Servizi sociali, ma per la parte relativa alle difficoltà economiche. Le nostre operatrici avevano già messo in atto una serie di interventi di aiuto in quanto la mancanza di un lavoro fisso acuita dalla pandemia sanitaria aveva creato uno stato di precarietà. Visto che vi è anche una bambina in tenera età il monitoraggio era continuato da tempo. Sulle altre vicende invece non era giunta nessuna segnalazione ai nostri uffici e servizi sociali».


La donna però non nega le difficoltà del rapporto di coppia. «Nell’arco di quattro anni e mezzo non sono state tutte rose e fiori, sono capitati quei quattro, cinque episodi fisici nei miei confronti e qualche discussione. Magari non se lo merita di essere difeso e io da questo punto di vista sono troppo buona. Purtroppo quando si beve una birra di troppo capitano queste cose. In questo momento sta pagando con le sue mani e si sta rovinando la vita con le sue mani. Il mio avvocato si sta muovendo per capire come procederà il processo, anche se l’iter andrà avanti per proprio conto». Per lui è la prima volta in carcere? «Si è la prima volta e questo periodo dietro le sbarre spero lo faccia riflettere».

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