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PIADENA DRIZZONA

Trasporti eccezionali, il sindaco Priori sbotta: "Adesso basta"

Il primo cittadino pronto a impedirne il passaggio. «La misura è colma, facciano altri tragitti»

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

13 Ottobre 2021 - 05:35

Trasporti eccezionali, il sindaco Priori sbotta: "Adesso basta"

Il sindaco Matteo Priori e il faticoso passaggio dell’ultimo trasporto eccezionale a Piadena Drizzona

PIADENA DRIZZONA - Già lo aveva ventilato, ma adesso — dopo quanto avvenuto venerdì scorso con il faticoso passaggio di

L’ordinanza è stata inviata alla Provincia e a tutti gli enti interessati, quindi adesso cercheremo di individuare l’azienda di trasporti che l’ha violata per assumere gli opportuni provvedimenti

un autoarticolato in via Libertà — il sindaco Matteo Priori è deciso: «Basta con i trasporti eccezionali in transito per il centro del paese». Il primo cittadino è un fiume in piena: «Anzitutto, quel mezzo pesante è passato dal paese violando una ordinanza che era stata emessa dal segretario comunale, in mancanza del comandante della polizia locale, visto che quello nuovo si insedierà il 2 novembre. L’atto era stato firmato per impedire sino al 15 ottobre il transito dei trasporti eccezionali, perché non si conosceva esattamente la tempistica di realizzazione del restringimento della carreggiata con l’attraversamento pedonale. L’ordinanza è stata inviata alla Provincia e a tutti gli enti interessati, quindi adesso cercheremo di individuare l’azienda di trasporti che l’ha violata per assumere gli opportuni provvedimenti. Purtroppo la situazione degli organici di carabinieri e polizia locale è tale che non consente controlli continui. I carabinieri della nostra stazione dovrebbero essere 7 e sono 3. La polizia locale non ha ancora il nuovo comandante e manca ancora l’agente che speriamo sia presto assunto dal Comune di Torre de’ Picenardi. A novembre, comunque, la situazione dei vigili dovrebbe migliorare con l’arrivo del comandante che vuole organizzare delle pattuglie».


Più in generale, l’amministrazione comunale è intenzionata ad affrontare una volta per tutte il tema spinoso del transito dei

L’amministrazione comunale è intenzionata ad affrontare una volta per tutte il tema spinoso del transito dei carichi eccezionali

carichi eccezionali: «Il 3 novembre avremo un incontro con i responsabili della Federazione Autotrasportatori Italiani — anticipa il sindaco — e parleremo della questione, unitamente al nuovo comandante dei vigili e all’ingegner Guido Favalli. Abbiamo appurato che il tratto di ex statale che va dalla rotonda di Drizzona sino a Vho, dunque via Roma, via Cavallotti, via Libertà, via Matteotti e via del Popolo, è comunale. Il Comune, pertanto, è sovrano su questa strada e può decidere di impedire il passaggio dei mezzi eccezionali, che possono benissimo percorrere altri tragitti. Mediamente si tratta di carichi diretti a Venezia o Ravenna, possono prendere l’autostrada, tanto più che arriverebbero anche prima a destinazione. Perché passano da Piadena? Perché costa meno, evidentemente. Solo che a farne le spese sono poi le nostre strade a causa di quei carichi pesantissimi. Il Comune e la nostra popolazione non riceve alcun beneficio, solo disagi. Tra l’altro, a me risulta che le aziende di trasporti qualcosa in passato abbiano pagato alla Provincia, non certo al nostro Comune. Adesso basta. Esiste la strada statale 10, passino di lì. E se non riescono perché ci sono dei sovrappassi lungo la tangenziale più bassi di 12 metri, scusate ma non è colpa mia, ma di chi a suo tempo ha progettato l’infrastruttura non tenendo conto di quelle esigenze». C’è chi sostiene, tra l’altro, che forse il problema si potrebbe anche risolvere, abbassando il piano stradale. Se poi sia una ipotesi percorribile, non si sa. Questione di risorse, probabilmente. Aggiunge il sindaco: «Un altro problema è che questi mezzi così voluminosi per passare devono letteralmente andare sopra le rotonde che si trovano anche all’interno del nostro territorio comunale. È anche una questione di decoro del paese ed è un tema che dovremo affrontare parlando anche con i responsabili dell’Anas».

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