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REGIONE LOMBARDIA

Caccia, l'assessore Rolfi: certificata la nostra correttezza

Sulla sentenza del Tar il consigliere Piloni offre un'interpretazione opposta: "Gravissime forzature della Regione"

La Provincia Redazione

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11 Ottobre 2021 - 14:45

Caccia, l'assessore Rolfi: certificata la nostra correttezza

MILANO - "La sentenza del Tar depositata questa mattina certifica come sotto il profilo tecnico e amministrativo la Regione Lombardia abbia agito in maniera corretta, rispettando procedure e tempi previsti. Tutti coloro che ci accusavano di essere i

Tutti coloro che ci accusavano di essere i colpevoli dello stop alla caccia sono stati smentiti dal tribunale

colpevoli dello stop alla caccia a causa del mancato deposito del calendario entro il 15 giugno sono stati smentiti nero su bianco dal tribunale. Attendiamo le scuse, come giusto che sia. Nel merito vengono censurati alcuni passaggi del calendario dove ci siamo discostati da Ispra apportando motivazioni che per il Tar non sono sufficienti in particolare modo su pavoncella, tortora e moretta, come peraltro sta succedendo in tutta Italia. Da parte della Regione non c'è stato alcun ritardo". Lo ha detto l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi riguardo la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sul ricorso della Lac in merito agli atti della Regione Lombardia attinenti alla stagione di caccia 2021/2022. 

"Sebbene il documento di Ispra non sia per norma vincolante, -aggiunge l'assessore - notiamo come nei fatti sia preso in seria considerazione nei tribunali in quanto "reso da un ente di rilievo nazionale". Questo è un elemento con il quale bisogna fare i conti anche in futuro". "Rimane il rammarico - prosegue - per una sospensione dell'attività venatoria, limitata grazie al calendario ponte varato dalla Giunta regionale che ha riaperto la caccia per tutti dal 2 ottobre anziché dal 7, che alla luce della sentenza, la quale respinge gran parte delle rimostranze della Lac, appare eccessiva e fuori luogo e poteva essere limitata solo alle parti contestate". Conclude Rolfi: "La caccia pertanto continua con calendario originale con la sospensione del prelievo per le sole specie contestate e la conclusione della caccia di cesena e tordo sassello il 20 gennaio".

Opposta è l'interpretazione della sentenza da parte di Matteo Piloni, consigliere cremasco del Pd nel Parlamento regionale, che "Il Tar della Lombardia ha deciso di annullare alcune parti del calendario venatorio regionale, a seguito del ricorso presentato dalla Lega abolizione caccia - afferma in una nota -. Il provvedimento è conseguenza  delle continue forzature imposte dalla Lega  con il suo assessore Rolfi e dell’incapacità della Regione di normare in modo corretto l’attività venatoria in Lombardia. Forzature che oltre a mettere in serio pericolo la fauna selvatica e tutto il nostro sistema ambientale, ora si ritorcono contro coloro che esercitano la caccia in modo responsabile e rispettoso della conservazione delle specie animali che sono più a rischio. Non posso che applaudire a una sentenza che mette dei punti fermi nella tutela della fauna e ferma le gravissime forzature della Regione”.

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